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Mercoledì, 29 Giugno 2022
Cronaca

Ginecologo infedele, rischia licenziamento: inchiesta su altri camici bianchi

L'Azienda Sanitaria 1 ha avviato una doppia-indagine interna dopo aver collaborato con le Fiamme Gialle: il ginecologo rischia licenziamento. Indagini anche su altri medici pubblici

Rischia il licenziamento il medico ginecologo che è stato denunciato per truffa e peculato a danno del servizio sanitario regionale e umbro per aver visitato nei laboratori pubblici (la formula dell'intramoenia) incassando direttamente senza far passare i pazienti per l'obolo del ticket. Oltre alle Fiamme gialle, anche una ispezione interna riguarderà il medico ma anche tutti gli altri colleghi (dipendenti dall'azienda sanitaria locale 1) a rischio "furbata". Una inchiesta che passerà da Perugia fino a tutto l'Alto Tevere. 

“Ringrazio la compagnia di Perugia della Guardia di Finanza – dichiara il direttore Giuseppe Legato - per la collaborazione e la discrezione con cui ha condotto l’indagine. Un’indagine per la quale la nostra azienda, come struttura e attraverso gli uffici competenti, ha fornito la massima cooperazione. Come azienda abbiamo il dovere di controllare e operare affinché tali condotte, a danno del servizio sanitario pubblico e della comunità, non si verifichino. Gli strumenti di cui disponiamo ci permettono di individuare questo tipo di irregolarità e abbiamo subito avviato delle verifiche interne al fine di adottare i provvedimenti del caso, che vanno dalla sospensione dell’attività libero professionale in regime di intramoenia presso la struttura pubblica fino al licenziamento”.
 
Il medico in questione con la sua condotta non soltanto avrebbe violato il rapporto di esclusività con l’azienda sanitaria di cui è dipendente, dalla quale ha ricevuto la relativa indennità, ma le ha procurato un danno economico derivato dal mancato incasso delle somme di propria competenza, che  equivalgono a circa metà dell’importo pagato dal paziente per la visita, per un totale complessivo di circa 37mila euro. “Inoltre  - aggiunge il direttore Legato – ha procurato un danno all’immagine dell’azienda e di tutti quegli operatori e professionisti che operano ogni giorno con correttezza, responsabilità e professionalità”.

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