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L'INTERVISTA Giardini Carducci e la fontanella distrutta due volte: "Ecco come salvarla... a costo zero"

Perugiatoday.it ha intervistato Sandro Allegrini, il nostro inviato cittadino ma soprattutto esperto di storia e storie perugine. Ecco cosa ci ha detto dopo la seconda distruzione per via di un furgoncino della Gesenu

La soluzione c’è: semplice, rapida, economica… validata dalla storia della Vetusta. La propone il nostro peruginologo e Inviato Cittadino Sandro Allegrini.
Dopo l’ennesimo incidente, cosa dici in proposito? “È inoppugnabile il fatto che la canellina dei giardini Carducci, nella posizione scellerata in cui l’hanno collocata, è esposta a continui incidenti e conseguenti rotture”.

Dunque, che fare? “Si tratta solo di riportarla dove stava all’origine: tra il monumento a Pietro Perugino e l’aiuola, sotto il grande leccio”.
Ma perché fu spostata? “Si disse che al centro della piazzola stava meglio, per una questione di equilibrio estetico".
Fu un bene? “No: si commise un colossale errore, del quale si pagano ancora le conseguenze”.

Quali conseguenze? “Oltre al rischio di incidenti, in occasioni di eventi, come Umbria Jazz o Eurochocolate, quando si devono piazzare i gazebo, la canellina “impiccia”, tanto che viene usualmente inglobata all’interno degli stand. Si parla allora, scherzosamente, di fontanella desaparecida!”.

Ma dove stava in origine? “Era posizionata al limite dell’aiuola, con l’albero che la ombreggiava, fin dalla sua prima collocazione. Allora, magari, aveva il bulbo in ghisa, come dimostra la foto che ritrae, bambino in bici, il nostro amico Giulio Giungi, oggi brillante ottuagenario, che ci ha autorizzato a usare lo scatto”.

Poi cosa cambiò? “Verso la fine degli anni Cinquanta, il manufatto metallico fu sostituito da quello in pietra. E, anziché a rubinetto, funzionò a getto o, come si dice a Perugia, “a squizzo”. Così è stato fino a una ventina d’anni fa, quando si decise sciaguratamente di spostarla al centro della piazzola”.

Allora, cosa proponi di fare? “Rimetterla dove stava avrebbe il vantaggio di essere un po’ fuori dalla portata di possibili rotture, conseguenti a manovre errate”.
Quanto costerebbe? “Zero. Infatti nel punto dell’auspicato ripristino arriva il tubo di alimentazione, ci sono la griglia di smaltimento e il pozzetto di raccolta. Insomma: un’operazione di quelle che andrebbero fatte di corsa, nel rispetto della storia, del risparmio e del buon senso”.

foto anni 40, giardini Carducci con fontanella in ghisa (foto amichevolmente concessa dal dottor Giulio Giungi) (1)-2

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