Inchiesta rifiuti, boccata d'ossigeno per Gesenu e Tsa: dissequestrati circa 20 milioni di beni

I giudici del tribunale della libertà hanno disposto il dissequestro dei beni "bloccati" a Gesenu e Tsa nell'ambito della maxi inchiesta sullo scandalo dei rifiuti

Novità sul fronte giudiziario per quanto riguarda Gesenu e Tsa, finiti nell'occhio del ciclone in seguito alla maxi inchiesta denominata "Spazzatura d'oro connection" e che portò all'arresto dell'ex vertice Giuseppe Sassaroli. Il Riesame si è pronunciato in merito al dissequestro dei beni "bloccati" (tra  conti correnti, quote azionarie, ect) a Gesenu e Tsa, disponendo la restituzione di circa 20 milioni di euro.

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La decisione porta la firma dei giudici Narducci, Verola e Loschi. "Apprezziamo l'ordinanza dei giudici del Riesame del tribunale di Perugia che ha tenuto conto dei dati tecnici acquisiti e ha disposto la riduzione del sequestro nei termini richiesti" - commenta l'avvocato  Francesco Falcinelli, che insieme al collega Dario Buzzelli aveva presentato istanza contro la decisione del gip per quanto riguarda Gesenu. Già nel gennaio scorso, una piccola boccata d'ossigeno era arrivata per Gesenu con il dissequestro di un milione e 700mila euro a fronte dei 20 milioni "bloccati" Allo stato attuale rimangono in cautela circa 650 mila euro. 

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Per Tsa, la cui istanza è stata presentata dall'avvocato Franco Libori e la collega Anna D'Alessandro del foro di Roma, i giudici hanno disposto il dissequestro di 4 milioni e 355mila euro, ne rimangono vincolati 39mila euro. "Siamo soddisfatti - commenta l'avvocato Libori - che il tribunale della Libertà abbia accolto la nostra tesi difensiva. Non c'era nessun pressupposto per mantenere in vincolo queste somme; la Tsa ha fatto fronte con l'Agenzia delle Entrate. La somma dovuta all'Agenzia si è poi dimostrata essere di molto inferiore a quella che si sosteneva avesse incamerato illecitamente il Tsa a seguito delle condotte penali. Da qui è nato il dissequestro". 

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