"Pronti a chiedere la sfiducia del sindaco": attacco a Romizi, Gesenu la spina nel fianco

"Non è sufficiente tagliare i rami malati perché c’è il grosso rischio che ad essere condizionata sia stata anche la parte sana

Il Movimento 5 Stelle è pronto a chiedere e discutere in aula la sfiducia del sindaco Andrea Romizi se non si cambia marcia sulla gestione dei rifiuti dopo lo scandalo Gesenu e dopo soprattutto le parole forti, sia sul Comune che sul controverso socio privato, del presidente Rosi Bindy scelte  per fare il punto sulle infiltrazioni mafiose in Umbria e sull'interdittiva anti-mafia a carico dell'azienda di Ponte Rio. 

"Se il Sindaco Romizi andrà avanti sulla strada della vendita delle quote Gesenu e non intraprenderà tutte le azioni necessarie a riprenderci in mano la gestione dei rifiuti ne chiederemo la sfiducia" ha tuonato il capogruppo Cristina Rosetti "Abbiamo denunciato a più riprese, con dati alla mano, che la gestione dei rifiuti era tutt’altro che virtuosa, comitati di cittadini hanno per decenni denunciato una gestione delle discariche e degli impianti connessi quanto meno inappropriata. Spesso derisi, il più delle volte tacciati di “esagerare”, abbiamo proposto di “commissariare” Gesenu e di chiamare a rispondere chi in questi anni doveva controllare e non l’ha fatto, ancora prima della notifica delle interdittive antimafia". 

Il Movimento 5 Stelle vuole trasformare le indagini e il commissariamento della Gesenu in una grande opportunità politica: tornare ad una gestione pubblica, senza soci privati, per lo smaltimento e riciclo dei rifiuti a Perugia e in Umbria. "Ma la Giunta Romizi, in un immobilismo che vsito il quadro delineato dalla Commissione antimafia, fa tremare i polsi, per bocca del Vice-Sindaco Barelli, risponde che Gesenu è una società sana, che va “bonificata” con il solo cambio del consiglio di amministrazione, e va rilanciata con la raccolta differenziata. Per poi procedere a vendere le quote pubbliche". 

La Rosetti fa proprie le parole della presidente Rosi Bindi: "Non basta cambiare il CDA e i rappresentanti dei soci - come sostiene il Vice-Sindaco Barelli - per rimediare ad una situazione così complessa e compromessa. Non è sufficiente tagliare i rami malati perché c’è il grosso rischio che ad essere condizionata sia stata anche la parte sana. Dalla commissione antimafia emerge la soluzione da noi proposta e che il Sindaco Romizi tiene nel cassetto: tornare alla gestione pubblica". 

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Ma il pubblico che il M5S propone, ci tiene a precisare, non è il pubblico “carrozzone” e clientelare del passato "ma un pubblico sano, partecipato e trasparente, che lasci il clientelismo fuori della porta". 

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