Scandalo Gesenu, in arrivo altre 2 interdittive antimafia: lo spettro del Commissariamento

Ad intervenire in merito alla vicenda anche i Sindaci del Trasimeno e Corciano che tengono a ribadire la propria assoluta estraneità all'intera vicenda

La bufera che sta investendo Gesenu in questi giorni non accenna a placarsi. Dopo le dimissioni dell'amministratore delegato Silvio Gentile, l'azienda piomba nuovamente in un buco nero.  Sulla base di altre indiscrezioni, trapelate in queste ore e raccolte da ambiente romani da Perugiatoday.it, pare proprio che il prefetto di Perugia abbia pronte nel cassetto altre due interdittive antimafia, destinate ad altrettante aziende di casa nostra legate a doppio filo con l'impresa gesenu e in paricolare con il socio privato.

E mentre le fondamenta di Gesenu sembrano sgretolarsi a suon di riunioni, interdittive e dimissioni, sarà sempre la Prefettura di Perugia a decidere le sorti future. Nonostante domani vi sia la Conferenza dei servizi, la prefettura ha deciso di prendersi un'ulteriore settimana di tempo per decidere sul commissariamento o meno, anche se quest'ultima strada sembra ormai l'unica percorribile. 

Ad intervenire anche i Sindaci del Trasimeno e Corciano che tengono a ribadire la propria assoluta estraneità all'intera vicenda, sulle quali si augurano che si faccia chiarezza fino in fondo ed in breve tempo. Tsa, sempre in basi a indiscrezioni, potrebbe infatti essere l'unica azienda che non verrà colpita da interdettiva, riuscendo così a uscirne imbelle. Ma sono sempre i sindaci a voler precisare “Come soci di maggioranza di Tsa si ribadisce che si tratta di un’azienda sana ed autonoma. I Comuni soci hanno spinto ancor di più in tal senso al punto che l’amministratore delegato, che da statuto è di nomina da parte del socio privato più grande (Gesenu), nell’ultimo mandato non è stato nominato, in virtù di una precisa volontà di preminenza pubblica ed autonomia gestionale. Tutti i Consigli Comunali hanno approvato, prima dell’assemblea di Tsa di inizio 2015, modifiche statutarie volte a ridurre il potere dell’amministratore delegato”.

“In sede di Ati n.2 – spiegano sempre in un nota congiunta - i Sindaci del Trasimeno e Corciano hanno richiesto ed ottenuto la possibilità di trattamento del rifiuto differenziato (umido e verde) in ambito locale invece di essere obbligati a conferire presso l’impianto di Pietramelina. I Sindaci si augurano che il sistema regionale dei rifiuti possa essere interamente riorganizzato anche attraverso la ricerca di nuovi e qualificati soggetti. Infine, anche alla luce degli ultimi accadimenti, i Sindaci del Trasimeno e Corciano auspicano il superamento degli attuali vincoli contrattuali al fine di ottenere un servizio più efficiente e contenere i costi”.

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