Gesenu finisce nel buco nero dei rifiuti siciliani: 29 assunzioni in odor di mafia

Un atto amministrativo del Prefetto di Perugia Antonella De Miro ha bloccato di futuri appalti e la partecipazione a future gare per la Gesenu. Il tutto rimanda agli appalti presi in Provincia di Catania e Messina. Ecco le ultime novità. Riunioni fiume tra Comune, Regione e Prefettura

Gli appalti e i rapporti allacciati da Gesenu in Sicilia rischiano di diventare un "buco nero" pronto ad inghiottirsi la società pubblico-privata perugina. Un buco nero che porta il nome di "Mafia" che potrebbe aver condizionato o potrebbe condizionare ancora la Gesenu. Un atto amministrativo del Prefetto di Perugia Antonella De Miro ha bloccato i futuri appalti e la partecipazione a future gare per la Gesenu.

Tecnicamente si chiama "provvedimento interdittivo". Il sospetto è quello di "condizionamenti mafiosi" o "di infiltrazioni mafiose". Le Prefetture di Catania e Messina - dove ha operato Gesenu negli anni passati - hanno inviato alla Prefettura di Perugia dei faldoni a riguardo di indagini, ispezioni e provvedimenti presi a carico di Simco a Catania e del consorzio Tirreno Ambiente a Messina; tutte società sotto massima osservazione - non ci sono ancora condanne definitive - con cui Gesenu ha lavorato, collaborato e creato strutture societarie.    

Nell'interdizione firmata dal Prefetto di Perugia, secondo fonti di Perugiatoday.it, si fa riferimento a ben 29 assunzioni che sarebbero state effettuare da Gesenu una volta scesa "per lavoro" in Sicila. Personale con precedenti penali "definiti importanti e gravi" e che sarebbero o sarebbero stati legati a famiglie mafiose.  Questo aspetto preoccupa e non poco sia la Regione e il Comune - socio di minoranza di Gesenu - i cui rappresentanti - presenti anche la Marini e il sindaco Romizi - si sono più volte incontrari questa mattina per studiare le carte. Previsto anche un incontro in Prefettura per fare il punto sulla situazione. Mentre ieri sera sono stati i vertici di Gesenu direttamente a mostrare all'amministrazione comunale l'atto di interdizione. Perchè di quelle assunzioni? Sono frutto di un accordo? O di una leggerezza? 

Gesenu ora avrà 5 giorni di tempo per presentare tutte le osservazioni possibili e che vuole da inviare poi direttamente al Prefetto e al gruppo interforze che ha curato la pratica. Essendo un atto amministrativo può essere anche cancellato o archiviato. Ma in caso contrario, per tutelare i dipendenti e il servizio pubblico che offre Gesenu, potrebbe scattare il Commissariamento.

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L'affaire Sicilia per l'azienda umbra comunque sta risultando un vero e proprio buco nero anche da un punto di vista economico: dalla Trinacria devono arrivare ancora 13 milioni di euro arretrati. Tutti i fatti contestati dal Prefetto si riferiscono alla gestione siciliana. Nessun rischio infiltrazione mafiosa nella gestione umbra. Ma in corso c'è anche l'inchiesta tutta locale su danno ambientale e traffico illecito di rifiuti e per otto degli indagati viene contestata l'associazione a delinquere.  

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