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Crolla ponte a Genova, paura anche per i viadotti a Perugia. L'Anas: "Lavori al via da settembre"

Paura sui social dopo il collasso del ponte Morandi. L'Anas rassicura: "A Collestrada immagini vecchie"

Un'ondata di paura dopo il crollo del ponte Morandi a Genova che ha investito anche l'Umbria. A Terni come a Perugia, i viadotti e cavalcavia della superstrada diventano sorvegliati speciali. Quello della E45 a Ponte San Giovanni, all'innesto del raccordo Perugia-Bettolle, e quello di Collestrada.
PerugiaToday, lo scorso anno, si era occupata della questione. E anche quella volta, Anas aveva risposto alle segnalazioni, tranquillizzando i cittadini perugini e non. 

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Ma l'Anas, con una nota, rassicura i cittadini. In sintesti: "Non ci sono danni strutturali". Più esteso: "Va chiarito  - spiegano dalla società - che le immagini in cui è parzialmente visibile l’armatura in ferro mostrano il fisiologico deterioramento degli strati superficiali del calcestruzzo, causato nel tempo dagli agenti atmosferici, che non influisce sulla staticità dell’opera".

E ancora: "Gli interventi di risanamento sono programmati nell’ambito delle normali attività di manutenzione straordinaria. Nel caso del viadotto di Ponte San Giovanni gli interventi sono già appaltati e saranno avviati a fine settembre". 

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Per quanto riguarda Collestrada, poi, c'è un particolare in più: "Analoghi interventi  - scrive Anas - sono stati già eseguiti su altri viadotti, come nel caso del viadotto della E45 in località Collestrada (Perugia) sul quale stanno circolando immagini precedenti l’esecuzione dell’intervento di risanamento, completato nel 2017".

E ancora: "Va in ogni caso precisato  - prosegue Anas - che anche in quel caso si trattava di deterioramento superficiale senza alcuna implicazione statica. Quella che in alcune immagini poteva sembrare una fessura aperta lungo una delle travi era in realtà uno spazio (giunto tecnico) tra due strutture portanti separate e indipendenti l’una dall’altra, realizzate in epoche diverse". Come a dire: una foto vecchia, diventata di nuovo virale dopo la tragedia di Genova. 

Anas, a questo punto, non si limita a smentire le paure social. E spiega il processo di monitoraggio e manutenzione delle opere. Per fugare le psicosi e le paure, alimentate dalla tragedia di Genova: "Il Contratto di Programma Anas 2016-2020 prevede uno stanziamento di circa 350 milioni l’anno per interventi su ponti e viadotti sul territorio nazionale. Con la rimodulazione in corso a valere sul fondo infrastrutture, in via di definizione, è previsto un investimento di ulteriori 200 milioni di euro l’anno per interventi sempre su ponti e viadotti e una dotazione finanziaria per implementare l'installazione dei sistemi tecnologici di monitoraggio sulle opere".

E ancora: "Tutte le opere d’arte di Anas sono oggetto di procedure standardizzate di controllo che prevedono ispezioni trimestrali da parte del personale di esercizio e un’ispezione tecnica più approfondita una volta all’anno. Sulla base di questo processo continuo di ispezioni e controlli viene programmato il piano di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Sono stati fatti enormi passi avanti negli ultimi tre anni sul piano della conoscenza approfondita delle opere".

Il punto della situazione è questo: "Anas, negli ultimi tre anni, ha completamente ristrutturato e standardizzato tutta la filiera delle ispezioni e certificato i suoi ispettori. Inoltre, ha sviluppato un piano di monitoraggio elettronico di ponti e viadotti articolato in più livelli di controllo al fine di renderne realmente attuabile l'applicazione agli oltre 13000 ponti viadotti e cavalcavia della propria rete stradale". 

Quindi, come funziona il monitoraggio? Tre livelli differenti, ognuno con delle caratteristiche precise. "Il primo livello di monitoraggio, che si prevede di installare in modo diffuso su tutta la rete, controllerà il comportamento dell'opera tramite sensori gestiti da un algoritmo ad intelligenza artificiale, segnalando tutte le anomalie che necessitano di approfondimenti conoscitivi. Il secondo e terzo livello, che si prevede di installare sulle opere su cui evidenziate anomalie, consentirà una conoscenza quantitativa e dettagliata, sempre più approfondita dello stato e del comportamento di ponti e viadotti".

Conclusione: "Sono già in funzione le prime applicazioni condotte in via sperimentale anche con la collaborazione di Università e aziende del settore. Mentre sono già in corso le procedure di appalto con cui si potranno realizzare le prime installazioni diffuse. La struttura di esercizio e sorveglianza di Anas, che può contare anche su oltre 110 ispettori certificati, ha eseguito dall’inizio dell’anno oltre 26mila ispezioni su più di 13mila opere tra ponti, viadotti e cavalcavia".

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