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Lukas ha due mamme: la famiglia arcobaleno di Gabriella e Michela

Sarebbe stato facile raccontarvi del Village Pride partendo dal colore, dai diritti, dagli eccessi e dalle rivendicazioni. Perugiatoday.it in esclusiva ha intervistato la prima "famiglia" lesbica e la loro gravidanza in Danimarca

Lukas ha mosso i primi passi sul selciato del Giardino del Frontone. E come tutti i cuccioli di uomo è tenuto per le braccia delicatamente dalla mamma. A pochi metri da quelle gambette che si muovono precarie, c'è, con tanto di telecamera, l'altra mamma di Lukas che emozionata immortala quei primi passi. Non c'è nessun "refuso" nel testo. Il biondissimo bambino dagli occhi azzurri color mare del Nord ha due mamme che lo hanno fortemente voluto dopo una storia d'amore iniziata 12 anni. Lukas è il primo bambino di una coppia lesbica di Perugia. Per lui c'è mamma Gabriella e mamma Michela. Il "papà" è solo biologico e non lo conoscerà mai: ma da lui ha ereditato quei tratti somatici caratteristici di un vero Danese. Gabriella e Michela, insieme all'associazione Famiglie Arcobaleno, hanno partecipato al Pride Village al Frontone per ribadire la lotta per i diritti alle famiglie omosessuali, lesbiche e trans. Per questa loro lotta personale hanno deciso di farsi intervistare, fotografare - addirittura hanno chiesto di immortalare il piccolo Lukas con tanto di autorizzazione rilasciata al sottoscritto - e farsi rubare anche attimi della loro intimità con quei primi passi mossi, guardacaso, al Village Pride. 

DA PERUGIA ALLA DANIMARCA - "Dopo 12 anni insieme nel 2010 abbiamo sentito dentro di noi crescere Lukas": Gabriella ci racconta il desiderio di avere dei figli  che arriva dopo una solida storia d'amore. "E così, dopo aver raccolto le giuste informazioni, abbiamo deciso di andare in Danimarca per l'inseminazionale artificiale. E siamo state fortunate perchè proprio ai primi tentativi è scattata la magia di una gravidanza che nove mesi dopo ci ha portato questo immenso dono che è Lukas": racconta Michela. Alla banca del seme hanno scelto la formula della donazione chiusa: ovvero nessun contatto diretto o conoscenza dell'uomo danese che ha donato il seme all'istituto. "Per le coppie lesbiche, una volta deciso questo passo, basta andare fuori dall'Italia per poter effettuare una inseminazione tramite banca del seme. C'è ad esempio la vicina Spagna se non si vogliono fare tanti chilometri": ha continuato Michela.

IL RITORNO A PERUGIA - Come ogni ritorno poi c'è poi la realtà. "Lukas per la legge italiana è soltanto il figlio della mamma biologica che materialmente lo ha partorito. L'altra mamma non esiste, non ha diritti e non può in nessun modo intervenire in caso di bisogno o se Lukas rimanesse solo. Per questo noi ci battiamo per un riconoscimento legale come accade in quasi tutti gli altri Paesi civili": ammette con un sorriso amaro Gabriella che però si dice fiduciosa in un futuro prossimo all'insegna del cambiamento in fatto di leggi sulle famiglie. "C'è un clima oggi molto cambiato e più aperto anche da noi: per esempio la nostra pediatra ha capito la situazione ed accetta l'intervento, la presenza e anche le richieste di entrambe le mamme. Anche in città non subiamo nessuna discriminazione: la gente capisce subito che siamo due mamme che coccolano e crescono il loro bambino": ci spiega Michela. Di fatto però le leggi sono chiare: Lukas vive in una famiglia monoparentale. "Lukas è stato accettato dalle nostre famiglie: certo in alcuni casi è stato facilissimo mentre in altri un po' meno ed è stato necessario ribadire che una delle due non è "la zia" ma la mamma a tutti gli effetti": conclude Gabriella.

FAMIGLIA ARCOBALENO IN CRESCITA - Nei progetti futuri di Michela e Gabriella c'è l'ipotesi di un fratellino o sorellina per Lukas: "Ci stiamo pensando e ci rendiamo conto che dobbiamo prendere una decisione presto. Sentiamo di essere pronte ad allargare la nostra famiglia. E poi in Danimarca ci siamo trovati bene, senza traumi o problemi insormontabili". Hanno anche un grande sogno tutto loro: "Sarebbe per noi importante che un giorno, si spera non molto lontano,  nostro figlio o i nostri figli possano essere partecipi del nostro matrimonio: rappresenta per noi la normale consacrazione di un amore e di famiglia che è nata da questo sentimento": ripetono all'unisono Michele a Gabriella che sognano anche loro di potersi sposare come accade (in verità sempre meno) nelle coppie eterosessuali.

Ecco questa è una delle mille storie perugine che ci passano accanto, ci sfiorano, ci fanno riflettere, ci fanno gioire o ci fanno arrabbiare. Storie che sono reali e che devono essere raccontate per conoscere tutto quello che accade dentro e fuori la nostra casa.

(ha collaborato la giornalista Elena Testi)

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