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L'ANALISI: Galleria Kennedy, l'archeologa conferma: c'è un pozzo dimenticato

La conferma di Emanuela Casinini, archeologa e conoscitrice di cose perugine. Tanto da aver pubblicato, nel lontano 1979, un bel volume dal titolo “Augusta Perusia o Maschia Peroscia”, che dà conto di sue notevoli ricerche di carattere storico-artistico-archeologico

Fa piacere alla redazione di Perugia Today ricevere conferme sulla veridicità di certe notizie, date in esclusiva. Particolare soddisfazione esprimo personalmente, come autore del servizio, nel ricevere autorevolissima conferma da un’esperta come Emanuela Casinini, archeologa e conoscitrice di cose perugine. Tanto da aver pubblicato, nel lontano 1979, un bel volume dal titolo “Augusta Perusia o Maschia Peroscia”, che dà conto di sue notevoli ricerche di carattere storico-artistico-archeologico.

Scrive Emanuela su Facebook: “Ho letto quanto hai scritto relativamente all'acqua che inonda la Galleria Kennedy. Non nego che Oliviero Fusini sia un profondo conoscitore della Perugia sotterranea, ma in questo caso sbaglia” [Fusini dichiara di non sapere dell’esistenza di questo pozzo/cisterna e sostiene che l’autentica alluvione che investe la Galleria Kennedy e la tromba dei vecchi ascensori sia dovuta al drenaggio delle acque meteoriche, ndr]. Prosegue l’archeologa, citando un fatto di cronaca: “Mi ricordo benissimo di quando percorrevo la zona,  salendo e scendendo le scale che costeggiano il pozzo in questione. E mi ricordo anche che il Comune mise una rete sopra l'imboccatura del pozzo perché una signora scelse proprio quel luogo come teatro del proprio suicidio”.

Poi una spigolatura di carattere personale: “E ricordo ancora il senso di timore che mi avvolgeva quando, scendendo, vedevo quell'occhio nero e profondo: il pozzo. Ero piccola e, proprio per questo, certi ricordi restano vivi nella mente”. Di seguito, la constatazione intorno alla buona sorte toccata finora alla Vetusta: “Dobbiamo ringraziare il buon Dio che i terremoti passati non abbiano fatto "crepare" la canna dello stesso, altrimenti le persone che stavano negli ascensori avrebbero fatto una brutta fine. Ti confesso che io li ho presi solo una volta e con molto timore. Preferivo fare un lungo tratto a piedi, era più sicuro. Oltre a questo… sotto Piazza della Repubblica c'è anche il pozzo di S. Anastasio, ricordato nelle cronache perugine. Entrambi i pozzi sono di vena. E.... mi fermo qui, altrimenti ne enumererei molti altri, tutti in zona.... Per esempio il fiume che scorre sotto via dei Priori, anche questo documentato”.

Il fiume che scorre nelle viscere del tempio di Ercolano con perdite consistenti dalla soprastante via Marzia. Qui, Sisto Mastrodicasa prima, e Massimo Mariani, poi, hanno incanalato queste acque che spesso invadevano il pavimento della chiesa, come ci raccontava il compianto monsignor Bromuri. Anche Primo Tenca, presidente della Società di Mutuo Soccorso e conoscitore della patria d’Euliste, scrive: “Sicuro che i due colli erano pieni di sorgive e ricchi di acqua, quindi pozzi e cisterne, alcuni ancora funzionanti. A parte i più noti, vi invito a visitare quello di Umbrò: oggi una signora prendeva il caffè con i piedi sopra il vetro del pozzo, poi ha guardato a terra e ha cacciato un urlo”.

Perugia Today ringrazia i lettori dell’attenzione e della collaborazione. E si propone di tornare su un tema così importante per la città.

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