Cronaca

Terzetto "terribile" prende di mira i supermercati, fermati con l'auto carica di prodotti rubati

Padre, madre e figlia sotto processo per furto e rapina, si giustificano: "Servivano per la festa del nipotino"

Le borse piene di prodotti non pagati e l’auto, nel parcheggio del supermercato, carica all’inverosimile di merce senza scontrino. Finisce in tribunale l’avventura di una famiglia “terribile” che in prossimità del Ferragosto aveva pensato di fare spesa, senza pagare, in diversi centri commerciali di Perugia.

Il terzetto, marito, moglie e figlia, difesi dall’avvocato Pasquale Perticaro, sono comparsi davanti al collegio (tra le accuse anche quella di rapina perché con il tentativo di fuga da supermercato il furto si è trasformato in quell’altro reato).

Gli imputati, come ricostruito dal personale del supermercato e dagli agenti, erano entrati nella struttura e avevano iniziato ad infilare in zaini e borse lattine di birra, cinque paia di tanga, due turbanti per capelli, canotte da donna, 14 pacchetti di caramelle e diverse confezioni di deodoranti. Le loro manovre, però erano state notate da un vigilante che aveva avvertito il responsabile e insieme avevano atteso che il terzetto tentasse di uscire dagli spazi riservati a chi non ha fatto acquisti.

Una volta fermati veniva poggiata sul tavolo, all’interno di una saletta riservata, tutta la presunta refurtiva. Il terzetto provava a giustificarsi, dicendo che dovevano fare compere per la festa di compleanno del figlio, che avevano fretta e si erano scordati di pagare. Appena si presentava l’occasione, cioè quando il responsabile del supermercato usciva per andare a chiamare la polizia, il terzetto provava a fuggire, spintonando il vigilante. Da qui l’accusa di rapina.

La polizia arrivava prima che i tre riuscissero dileguarsi. Li trovava nel parcheggio mentre cercavano di salire in auto. Gli agenti si trovavano davanti ad una vettura colma di merce e prodotti, di ogni genere. Il terzetto non sapeva giustificarne il possesso, non potendo esibire neanche uno scontrino. Dai successivi accertamenti emergeva che si tratta di prodotti sottratti ad altri due supermercati, sempre a Perugia. Una sorta di rifornimento il vista del Ferragosto, che sarebbe stato due giorni dopo.

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