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Aprono la valigia e trovano un vero tesoro: presi in treno i "maghi" dello scasso

I primi sospetti degli investigatori si sono rivolti ad un contesto di possibile "ricettazione", oltre alla refurtiva sono stati, infatti, rinvenuti veri e propri arnesi da scasso, indispensabili per un ladro di professione

Sono stati notati su un treno proveniente da Firenze e diretto a Foligno. Non c’è voluto molto, all’occhio esperto dei poliziotti della Mobile, per individuare i due, già noti alle forze dell'ordine, ma soprattutto in evidente stato di apprensione. A questo punto, i due sono stati fermati, identificati ed accuratamente sottoposti ad una veloce e sommaria perquisizione sul posto, poi completata all’interno degli uffici della Questura.

All’esito dell'esame non sono state rinvenute sostanze stupefacenti e uno dei due ecuadoregni, in particolare, è risultato anche in regola con il permesso di soggiorno, sebbene pluripregiudicato per gravi reati. L’evidente stato di agitazione dei due ragazzi, però, ha trovato riscontro nel contenuto della borsa del secondo ecuadoregno, L.P.J.A., del 1982, domiciliato a Perugia, pluripregiudicato per gravi reati contro il patrimonio, che ha sorpreso tutti: in questo caso, niente droga, ma un vero e proprio arsenale “da scasso” ed oggetti appena rubati, probabilmente da “piazzare” su Perugia.

All’interno della borsa da viaggio del sudamericano, vi era una serie di indumenti ancora muniti del cartellino con taglia e prezzo, nonché vari oggetti di bigiotteria. I primi sospetti degli investigatori si sono rivolti ad un contesto di possibile “ricettazione”, ma oltre alla refurtiva sono stati rinvenuti veri e propri arnesi da scasso, indispensabili per un ladro di professione: una “tronchese”, uno “spadino” ricavato da una lama singola, limata e modificata, e inoltre due martelletti “frangivetro”.

Si tratta di un soggetto, con ogni probabilità, in grado di aprire ogni tipo di serratura e di effettuare furti su autoveicoli, così come all’interno di abitazioni o di negozi. I successivi approfondimenti investigativi della Squadra Mobile, per adesso, hanno consentito di accertare che il soggetto proveniva nell’occasione da Milano: ulteriori

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