Furto di gas da riscaldamento per cinquemila euro, nei guai un avvocato

Il legale, già al centro di una truffa a danno dei clienti, è accusato di aver rotto i sigilli del contatore e usufruito senza pagare di seimila metri cubi di gas

Un avvocato già indagata per truffa di nuovo in tribunale, questa volta non per le parcelle salate e la truffa, ma per un conto in sospeso di 5mila euro con l’azienda fornitrice di gas da riscaldamento.

La professionista  era stata indagata, arrestata, rinviata a giudizio, processata e, nel filone perugino, anche condannata, per truffa, millantato credito del patrocinatore e patrocinio infedele. Altra condanna era stata inflitta dal Tribunale di Foggia. Un altro procedimento è pendente davanti al Tribunale di Spoleto.

Per le Procure che hanno indagato l’avvocato avrebbe truffato i clienti facendo credere di aver vinto cause che in realtà erano state perse, oppure millantando conoscenze tra i magistrati che avrebbero facilitato il percorso di ricorsi o provvedimenti. Solo in Umbria avrebbe incassato almeno 300mila euro in maniera indebita.

In tribunale oggi, però, difesa dall’avvocato Giuseppe De Lio, la professionista doveva rispondere dell’accusa di furto di gas per riscaldamento. Davanti al giudice Marino Albani sono sfilati i testimoni: un carabiniere, due tecnici della società del gas e il titolare dell’appartamento preso in affitto dal legale.

Il tecnico del gas ha affermato di aver constatato come la lettura del contatore alla chiusura del contratto non corrispondesse alla lettura fatta al momento della stipula di un nuovo contratto. Il funzionario dell’azienda del gas ha spiegato come funziona la lettura dei contatori e la contrattualistica. Il carabinieri ha confermato di aver preso la denuncia e acquisito la documentazione. Il proprietario dell’immobile ha ricordato come l’appartamento fosse in uso all’avvocato, che il contratto d’affitto e quello della fornitura del gas fossero stati revocati per morosità.

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Secondo l’accusa, quindi, tra la chiusura del contatore e il rilascio dell’immobile, il professionista avrebbe continuato ad abitare nell’appartamento e ad utilizzare seimila metri cubi di gas, per un importo di 5mila euro di consumi. Da qui l’accusa di furto di gas dopo aver riaperto illecitamente il contatore.

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