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Cronaca

Madre e figlio fanno razzia nelle auto in sosta e poi denunciano il furto della vettura utilizzata per la fuga: processati

Nei guai anche un terzo complice che li avrebbe aiutati nelle spaccate e a prelevare soldi con le tessere bancomat rubate

Tre persone, difese dagli avvocati Elena Ferrara, Vissia Conti e Giuseppe Innamorati sono finite sotto processo per una razzia compiuta in diverse auto parcheggiate.

I tre sono accusati, in concorso, di furto aggravato perché “dopo aver infranto il vetro dello sportello posteriore dell’autovettura Toyota Rav4 … vi si introducevano e sottraevano i seguenti beni: una pochette nera con all’interno duna collana da donna in perle bianche con chiusura in oro giallo, una spilla in oro bianco lunga con diamante al centro, una spilla in oro giallo a forma di ferma cravatta con pietra al centro, una spilla in oro giallo a forma di foglia”. Il bottino era costituito anche da “una borsa in ecopelle contenente un computer portatile” e un’altra borsa in pelle “marca Cucinelli, all’interno della quale si trovava un portafoglio in pelle marca Trussardi contenente una patente di guida svizzera, una carta d’identità italiana, una carta d’identità svizzera, una tessera sanitaria, due carte di credito, un bancomat, una carta di debito e 10 euro in contanti. In un’altra borsa sottratta c’erano un libretto degli assegni, con 4 assegni ancora da compilare, due token per le password da utilizzare con l’home banking, 600 euro in contanti, due tessere per i versamenti bancari, un’agenda, una penna d’argento Caran d’Ache, un paio di occhiali da sole e uno da vista, un mazzo di chiavi di uno studio professionale e una giacca marca Cucinelli.

La razzia proseguiva nelle altre auto in sosta, in particolare si avvicinavano ad una Maserati e sottraevano un portafoglio con “due patenti di guida, una carta d’identità, una tessera sanitaria, due carte bancomat” e quattro carte di credito, di cui una aziendale.

La Procura di Perugia contesta anche l’effettuazione di cinque prelievi agli sportelli bancomat utilizzando le carte rubate per un importo di 543,71 euro.

Due degli imputati, madre e figlio, devono rispondere anche di simulazione di reato. Secondo l’accusa lui sarebbe stato l’ideatore del piano criminoso, mentre la madre oltre che esecutore materiale, avrebbe denunciato falsamente il furto dell’auto utilizzata per recarsi sul luogo dei furti e per fuggire, “abbandonando l’autovettura in luogo isolato”.

I fatti sono avvenuti tra Perugia e Corciano nell’aprile del 2017.

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