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Sant'Ercolano, i dissuasori contro il parcheggio selvaggio spariscono nel nulla

Scomparso uno dei tre dissuasori. Nel giro di qualche giorno, ne è stato murato uno nuovo

A Sant’Ercolano si rubano pure… i dissuasori. O i “ritti”, come si chiamano in lingua perugina. “Ne occorrono di più”, dichiara la titolare dell’ultima cappelleria rimasta in città. Si riferisce alla scena insopportabile delle automobili parcheggiate alla rinfusa lungo la via prospiciente il negozio, fino all’intersezione con viale Indipendenza, su verso la Rocca Paolina. Come fare per impedire la sosta selvaggia? Mettere altri dissuasori. “Specialmente nel sagrato  sottostante il tempio di Ercolano dove, soprattutto di sera, sostano suv e automobili impattanti a go-go”.

Dunque: occorrono più dissuasori. Ma a che pro, se poi li fregano? Per farne cosa non si sa. Sta di fatto che dei tre robusti dissuasori metallici (del peso di una trentina di chili), posizionati in fondo alle scalette di Sant’Ercolano, una mattina la signora della cappelleria ne ha visti solo due. Ha sbattuto le palpebre e ha verificato: ne mancava uno.

Col favore delle tenebre, un collezionista di “trofei urbani” se n’era involato uno. “Forse perché stava un po’ lento ed è stato facile tirarlo via!”, il commento tra l’ironico e lo schifato. Così è stata avvisata la municipale. E, nel giro di qualche giorno, ne è stato murato uno nuovo che, anche a occhio (foto), mostra un’età più “giovanile” degli altri due.

Ma insomma: sarà il caso di metterne altri, se continuano a fregarli? Perugia mia, non  ti conosco più!.

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