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Cronaca

Tenta la fuga con gli abiti con le placche antitaccheggio ancora attaccate: presa e condannata

Un anno e mezzo di reclusione e multa di 200 euro per una 52enne che ha provato a oltrepassare le casse senza pagare

Un anno e mezzo di reclusione e 200 euro di multa per aver rubato alcuni capi di abbigliamento e aver tentato la fuga dal negozio.

Una donna di 52 anni, straniera, è finita davanti al giudice del Tribunale di Perugia per rispondere dell’accusa di furto aggravato in quanto avrebbe tentato di superare le casse con degli oggetti ancora provvisti di placche antitaccheggio.

Una volta giunta alla cassa era scattato l’allarme e la commessa aveva immediatamente inseguito l'imputata all'esterno del negozio, fermandola in attesa delle forze dell’ordine.

La difesa aveva impugnato la contestazione dell’aggravante del furto su cose esposte alla pubblica fede, sostenendo che la presenza delle placche valeva “ad integrare quella sorveglianza continua sulle cose”.

Il giudice, sulla scorta di altre sentenze della Cassazione, ha ritenuto che il fatto “integra il reato di furto aggravato dall'esposizione della cosa alla pubblica fede la sottrazione, all'interno di un esercizio commerciale, di prodotti dotati di placca antitaccheggio, in quanto tale dispositivo, se non disperso prima del passaggio alle casse, consente la mera rilevazione acustica della merce occultata al varco, ma non assicura la possibilità di controllo a distanza che esclude l'esposizione della merce alla pubblica fede”.

Ne consegue la condanna dell’imputata.

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