Sparatoria a Ponte Valleceppi, in tanti per l'ultimo saluto all'aggressore

Chiesa e piazzale gremita per i funerali di Michele Bazzurri, il 32enne che ha ridotto in fin di vita l'ex compagna e il figlio di due anni e poi si suicidato. Il ricordo degli amici. L'omelia all'insegna della pietà e del persone di Don Veschini

I funerali nella Chiesa di Villa Pitignano

"Se oggi, in questo momento di dolore, c'è tanta gente vuol dire che Riccardo qualcosa di buono nella sua breve vita lo ha fatto... cerchiamo di ricordarlo soprattutto per questo bene": Don Alberto Veschini, parroco di Villa Pitignano, ha celebrato il funerale dell'uomo che domenica scorsa ha sparato all'ex compagna, ad una sua amica e al figlioletto di 2 anni e poi si è tolto la vita. 

La piccola chiesa di Villa Pitignano è stracolma di amici, parenti e paesani di Riccardo Bazzurri. Lo stesso vale per il piazzale antistante. Stop a video e foto per rispettare il dolore di una famiglia travolta dalla disperazione di un figlio morto e di un nipotino in fin di vita. 

Gli amici hanno portato alcune corone di fiori ma il resto sono offerte per l'ospedale Meyer dove è ricoverato il piccolo. I genitori dell'aggressore, secondo alcune indiscrezioni, non erano a conoscenza dei rapporti difficili tra il figlio e l'ex compagna, sapevano solo della separazione e di qualche screzio come accade tra coppie separate. Per gli amici non ci sono dubbi: Riccardo ha agito sotto un raptus di follia anche "perchè era un padre esemplare e un ragazzo per nulla violento". 

L'omelia di Don Alberto Veschini:

«Signore, illumina i nostri cuori per cercare di capire questo momento tragico. La parabola delle Beatitudini che abbiamo letto stride, le beatitudini stesse stridono (beati e felici coloro i quali, ci dice il Signore), con la sofferenza che viviamo in questo momento. Il buio ci attanaglia e cerchiamo la Tua Luce. Allora richiamiamo le parole del cardinale Bassetti: “respiriamo veleni che distruggono le nostre vite, intossicano i valori della famiglia, della solidiarietà. Assistiamo allo sgretolarsi della famiglia e dei suoi valori”. Eppure è possibile vivere un’aria nuova, stare lontano dai veleni, dalle cose materiali alle quali ci attacchiamo, nella quali mettiamo il nostro cuore: il denaro, gli oggetti. In questa società fatta di immagini, di cose che crediamo inalienabili, ma che non tiene conto dei valori, della parola data, degli impegni presi. Viviamo in una società che ci insegna a mollare tutto alla prima difficoltà, ad eliminare tutto ciò che ci disturba senza il minimo spirito di sacrificio. 

La nostra fede ci fornisce strumenti validi per superare tutto questo. Nel Vangelo ritroviamo il senso della nostra vita. Riccardo ci invita a pregare per lui e ci può insegnare che non bisogna mai smettere di cercare i valori nella vita, di non abbandonarsi allo sconforto. Ci può insegnare ad indirizzare le nostre singole vite alla ricerca del bene, dei valori, dell’amore. Nessuno può giudicare quello che Riccardo ha compiuto un gesto insensato per un momento di debolezza. Noi che siamo qui possiamo consolare i suoi familiari e pensare a quelle persone che sono state beneficate dal gesto della donazione degli organi. Affidiamo quindi l’anima di Riccardo al Signore e preghiamo affinché protegga Ilaria e il suo bambino e che i familiari tutti trovino pace e speranza di una vita nuova»

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