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Funerali Cenci - "Buona strada Leo", Romizi saluta l'amico scout "innamorato di Perugia"

Il sindaco ha voluto ricordare i genitori "corazzieri di Leo, sempre vicini con l'eroismo dei due guerrieri silenziosi"

L’emozione nelle parole e nel volto del sindaco Andrea Romizi. Emozioni e lacrime nel ricordare Leo Cenci che con la sua irruenza ha travolto tutti.

“Leo Cenci sentiva forte l’appartenenza alla città – ha detto il sindaco – e ha saputo trasmettere questo sentimento a tutti noi. La prova è questa cattedrale piena, il segno dell’amore che ha suscitato in ognuno di noi”. 

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Il sindaco ha voluto ricordare quel segno distintivo della “linguaccia”, che però non era irrispettoso o irriverente, “perché Leo aveva ben chiaro il valore delle istituzioni e le onorificenze erano tutte meritate, così come l’affetto delle persone. Leo era innamorato di Perugia e la città lo ha ricambiato”.

Per Romizi il grande insegnamento di Leo è stato il suo “uscire da se stesso e dalla malattia, andare verso gli altri. Leonardo ci ha fatto alzare lo sguardo verso l’alto, spingendoci a non ingigantire le nostre preoccupazioni quotidiane e affrontare il mondo. Lo ha fatto con quel suo sguardo rassicurante, come un padre o un fratello maggiore”.

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Quanto al futuro e al lascito morale e materiale di Leonardo Cenci il sindaco Romizi è stato rassicurante e categorico: “Ci adopereremo per rendere tangibili tutte quelle richieste di popolo che stanno arrivando in questi giorni. Sarà un impegno verso Leo e verso la città”. Il riferimento è alla richiesta di intitolare il Percorso verde a Cenci.

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Un ultimo pensiero, denso di commozione, è stato per i genitori, Orietta e Sergio “due giganti, i corazzieri di Leo, i quali con amorevole discrezione ci sono sempre stati, fino all’ultimo, con l’eroismo di due guerrieri silenziosi”.

Al momento di salutare l’uomo, l’amico, lo scout (presenti i ragazzi del gruppo frequentato da Cenci e dal sindaco in gioventù) Romizi ha voluto usare proprio le parole dei ragazzi di Baden Powell: “Buona strada Leo”.

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