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Frutta e verdura made in Umbria? Non proprio, nel banco anche prodotti esteri: commerciante nei guai

L'uomo, titolare di un'azienda agricola, è finito a processo con l'accusa di frode in commercio

L'Accusa mossa contro un agricoltore, titolare di un'azienda dedita alla coltivazione e al commercio ambulante di frutta e verdura, è quella di frode in commercio e l'uomo è finito a processo. Tutto sarebbe partito durante un controllo dei Nas nei mercatini rionali che settimanalmente si svolgono in Umbria. 

Nel pieno svolgimento di uno dei mercati nell'Alta Valle del Tevere, al banco ortofrutticolo dell'azienda in questione i Nas eseguirono un controllo ispettivo, ma dagli accertamenti effettuati emerse qualcosa di sospetto. I prodotti ortofrutticoli esposti per la vendita al pubblico, devono riportare per ognuno di essi, oltre all'indicazione relativa al prezzo e denominazione di vendita, anche la dicitura dell'azienda produttiva. Dalla consultazione dei documenti in possesso ai fini della tracciabilità degli alimenti però, molti di questi prodotti non sarebbero provenuti dall'azienda in questione, bensì acquistati presso società commerciali per la vendita all'ingrosso di frutta e verdura.

Secondo l'accusa, l'ipotesi di reato che si configura nei confronti dell'imputato è quella di frode in commercio in quanto "avrebbe compiuto atti idonei, diretti in modo non equivoco, a perpetrare la frode nell'esercizio del commercio, tentando di vendere alla clientela prodotti di ortofrutta diversi per origine e provenienza dal dichiarato. Gli avventori, seguendo quindi le indicazioni riportate sui cartelli esposti, "sarebbero stati tratti in inganno perchè certi di acquistare prodotti coltivati dall'Azienda, e non di altra provienza". Inoltre alcuni alimenti avrebbero avuto una provenienza estera (Marocco e Spagna) come i fagioli e i peperoni. 

I legali dell'uomo - Marco Brusco e Giuseppe De Lio - sottolineano la serenità del loro assistito: "Avremo modo di dimostrare in dibattimento la totale estraneità". Intanto la prossima udienza è stata fissata a gennaio del 2018. 

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