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Denuncia il fratello per un assegno di 28mila euro: “Ha rischiato di mandarci tutti in rovina”

L'imputato per fronteggiare debiti e problemi economici, avrebbe chiesto un aiuto al fratello che ora lo accusa di averlo truffato: "L'assegno era solo a titolo di garanzia"

Truffa. E' questo il reato contestato all'imputato, fratello del deunciante che ora è parte civile nel processo. Oggi, davanti al giudice Loschi, si è tenuta una nuova udienza con l'ascolto dei testimoni. A raccontare la vicenda è la cognata dell'imputato che spiega come il fratello di suo marito gli avesse chiesto un assegno come garanzia. Essendo lei stessa testimone oculare, avrebbe dunque visto il marito firmare al fratello un assegno in bianco, con la promessa di restituzione nel giro di pochi giorni. A questo, ne sarebbero seguiti altri due. "L'accordo-spiega la teste- era che non lo avrebbe utilizzato per i pagamenti. Gli serviva solo come garanzia. Ma da quel giorno non lo abbiamo più visto".

Sono passati tre anni da quella vicenda-l'imputato-difeso dagli avvocati Eleonora e Francesco Paolieri di Città di Castello- è ora accusato di truffa nei confronti del suo familiare perchè-come si legge nel capo d'imputazione- "Si sarebbe procurato un ingiusto profitto e procurato un danno patrimoniale derivante dall'intimidazione del precetto per il pagamento del titolo messo in circolazione". Insomma, avrebbe chiesto al fratello in prestito tre assegni firmati in bianco che non sarebbero stati dati in pagamento, ma serviti al fine di garantirlo temporaneamente. Ed è proprio questa l'accusa rivolta: l'imputato avrebbe disatteso gli accordi, "consegnando il titolo a terzi in pagamento".

E' ancora la testimone a raccontare di come fossero arrivati addirittura gli ufficiali giudiziari in casa poichè l'assegno (che alla fine il fratello-secondo l'accusa-avrebbe usato) in realtà era scoperto  dalla cifra di 28mila euro, in quanto la famiglia non avrebbe avuto tutta quella liquidità. "Avevamo già  un mutuo sulle spalle, ci hanno aiutato i genitori a rimettere i soldi, tanto che il suocero ha dovuto accendere un'ipoteca sulla casa per far fronte al pagamento". 

L'assegno sarebbe servito per l'acquisto di una macchina, anche se il passaggio di proprietà fu fatto in favore di un altro uomo e non dell'imputato. Il primo assegno incassato dal venditore sarebbe tornato indietro perchè la firma ritenuta illeggibile, l'altro ancora, perchè privo della cifra (28mila euro). 

Secondo la difesa, l'uomo avrebbe chiesto il fratello dei soldi solamente perchè in difficoltà economica e con dei debiti a cui dover far fronte. Ora si tornerà in aula il prossimo 21 dicembre con l'ascolto dei testi residui; la discussione è stata invece fissata a marzo 2017. E' ancora tutta charire la vicenda che vede coinvolti, in due posizioni diametralmente opposte, i due fratelli. 

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