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Volontaria molestata sessualmente nella missione, frate condannato

La giovane appena tornata in Italia aveva denunciato tutto. Il religioso in Tribunale a Perugia è stato condannato a 4 anni e 6 mesi

Un frate francescano è accusto di aver molestato sessualmente una volontaria che partecipava ad una missione di volontariato in Guatemala. Per questo il religioso, difeso dall’avvocato Luca Gentili, è comparso davanti ai giudici in formazione collegiale del Tribunale di Perugia.

La ragazza, costituitasi parte civile tramite l’avvocato Maria Laura Antonini, ha raccontato la vicenda in nove pagine di querela, denunciando di essere stata afferrata dall’uomo che le avrebbe messo "le mani sotto la camicetta ed aprendomi il reggiseno".

Le violenze si sarebbero verificate il 9 maggio del 2009 nell’ufficio del religioso, dal quale era scappata "inorridita, a piedi sotto la pioggia". La sera, però, aveva dovuto partecipare ad una festa e il frate le "aveva riservato un posto accanto a lui" e durante la cena le avrebbe parlato in italiano per non farsi capire dagli altri ospiti che erano tutti di lingua spagnola. Le avrebbe chiesto di "aprire le gambe", che era il suo amore e "toccandole le parti intime" sotto la tovaglia. E sempre seduti a tavola, come scrive la ragazza in denuncia, avrebbe "preso con forza la mai mano mettendola sotto il saio" e "incurante della presenza delle altre persone continuava a tenere un comportamento offensivo, violento e prevaricatore".

Le molestie sarebbero proseguite anche il giorno dopo con il frate che "continuava a cercarmi sul telefonino, ma non ho voluto rispondere". Per cercare aiuto e sostegno la ragazza scriveva una email al coordinatore dell’associazione che si occupava della missione; ma il coordinatore non le avrebbe creduto più di tanto anche se scriveva al frate "con un po’ di diplomazia per non creare altri problemi, ora tu vedi come si comporta e poi avvisami se ha cambiato qualcosa oppure no. Ma credo che non ci saranno più problemi".

Visto l’epilogo in tribunale le cose non si sono ripianate e le molestie non si sono fermate. La volontaria informava che "che il frate nei suoi confronti continuava a tenere un comportamento minaccioso ed offensivo, invitandola nel proprio ufficio e indicando che non avrebbe dovuto chiamare in Italia e rappresentare l’accaduto in quanto non era più una ragazzina". Appena tornata in Italia, quindi, la giovane denunciava tutti i fatti ai carabinieri.

Secondo la difesa il racconto della persona offesa, però, sarebbe stato smentito da tutti i testi sentiti in videoconferenza. I presunti aatti sessuali, inoltre, sarebbero consistiti in un palpeggiamento durante una cena con cinquanta persone, senza che nessuno, nemmeno chi le sedeva vicino, si accorgesse di nulla.

Il collegio giudicante ha ritenuto, invece, valido il racconto della ragazza e condannato il religioso a 4 anni e 6 mesi di reclusione.

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