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Giovedì, 26 Maggio 2022
Cronaca

Omicidio Bellocchio, uccide la moglie a fucilate, si avvicina la data d'appello per Francesco Rosi

L'ex agente immobiliare che nel novembre 2015 uccise la moglie Raffaella Presta, è stato condannato in primo grado a trent'anni. I legali dell'imputato fanno ricorso in Appello, fissata la data

Francesco Rosi, l'ex agente immobiliare reo confesso per l'omicidio della moglie Raffaella Presta e condannato a trent'anni di reclusione in abbreviato, comparirà dinanzi alla Corte d'Assise d'Appello il 27 giugno. Gli avvocati difensori Francesco Cappelletti e Fabrizio Massetti, hanno proposto appello avverso alla sentenza di primo grado stabilita dal gup Alberto Avenoso, che ha contestato all'imputato l'aggravante dei maltrattamenti in famiglia e dell'aver agito alla presenza del minore. Nelle motivazioni della sentenza di primo grado,l'aggravante dei maltrattamenti in famiglia è da ritenersi plausibile - secondo il giudice - anche a fronte delle numerose dichiarazioni testimoniali. A cominciare dalle amiche di Raffaella, e delle confidenze raccontate dalla stessa vittima. Rosi, che non voleva neanche che la moglie (di professione avvocato), lavorasse, era arrivato adirittura a nasconderle le chiavi dell'auto pur di non farla andare in udienza. 

Secondo la difesa, che ha proposto appello avverso alla sentenza di primo grado, non si riscontrerebbe quella subordinazione/subalternità della moglie dei confronti del marito, anzi. “Dalla copiosa mole documentale emerge un’ evidente posizione di predominanza caratteriale della donna nei confronti del marito, spesso accusato di essere un inetto, un debole, incapace di avere una vita propria". La difesa, inoltre, tende a sottolineare come "la documetazione smentisca l'ipotesi che l'avvocato Presta fosse stata condizionata pesantemente dal marito nelle proprie scelte lavorative" mentre, l'aggravante di aver ucciso la moglie alla presenza del figlio minore, per la difesa "non è stata sufficientemente provata". Il bimbo era nella vasca da bagno e non ci sarebbero state tracce di bagnato che avrebbero potuto dimostrare la tragica scoperta del cadavere della madre, ormai priva di vita, dopo essere stata uccisa con il fucile imbracciato da Rosi. Quanto alle condanne risarcitorie, per gli avvocati dell'imputato "appaiono del tutto sproporzionate con i criteri di risarcimento in materia di danno da perdita di rapporto parentale". 

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