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Umbro detenuto a Lima per traffico internazionale di droga: "Sono innocente". Lunedì l'udienza cruciale

Riccardo Capecchi comparirà davanti al giudice per l'udienza di revoca degli arresti. "Ma quale droga... io ero li solo per lavorare"

Un’udienza d’appello sulle misure cautelari per provare a liberare Riccardo Capecchi, 41 anni di Castiglione del Lago, professione fotografo, recluso in un carcere di Lima dallo scorso 18 maggio, accusato di aver fatto parte di una banda di narcotrafficanti italiani.

Capecchi è stato arrestato dopo un blitz a Lima in un appartamento: la polizia in un moderno camper-fuoristrada - presunto business del gruppo di italiani finiti nell'inchiesta anti-droga - ha trovato 291 chili di cocaina purissima per un valore di mercato di 11milioni di euro.

Lo stupefacente era stato celato sul tettino dei mezzi. Uno dei veicoli - giunti dall'Europa - per essere pubblicizzati in Perù è intestato proprio al giovane fotografo umbro. Da qui l'arresto e il fatto che è associato alla banda denominata "Los Romanos".

Capecchi si è trasferito a metà aprile con l'incarico di svolgere la propria professione: un reportage fotografico per l'azienda che vuole importare camper-fuoristrada in Perù. Si professa innocente ed estraneo all’attività della banda.

Della sua vicenda si sta occupando la Farnesina, a stretto contatto con la famiglia che intende dimostrare l'innocenza di Capecchi riportandolo così a casa. L’udienza di lunedì prossimo sarà l’occasione per provare a far valere gli elementi difensivi sull’estraneità del fotografo umbro al traffico di sostanze stupefacenti.

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