Militari contro i clan della mala a Fontivegge? Le opposizioni: "No, grazie. Strategia perdente"

Il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle contrari alla proposta di una militarizzazione, attraverso anche il progetto "strade sicure", di Fontivegge. "Pensare di dispiegare l'esercito è una risposta sproporzionata rispetto al reale problema"

L'esercito a Fontivegge con funzioni di ordine pubblico sul modello già collaudato "Strade Sicure"? No, grazie. E' questa la risposta delle opposizioni (Partito Democratico e Movimento 5 Stelle) dopo il dibattito dell'ordine del giorno della Lega Nord Umbria in commissione. Una proposta che è stata difesa a spada tratta dal sindaco Romizi che vuole portare a casa a quanto prima un risultato importante pro-Fontivegge: o il progetto di strade sicure dell'Esercito o (meglio ancora) un presidio fisso delle forze dell'ordine nelle zone più calde di Fontivegge dopo i cittadini non ne possono più e pretendono un intervento importante dalle Istituzioni. 

Contrari alla militarizzazione del quartiere il consigliere del Movimento 5 Stelle Michele PietrellI: “Viste le tante iniziative portate avanti dall’Amministrazione nel quartiere, sarebbe quindi preferibile monitorarle e completarle, perché è necessario che i cittadini si riapproprino degli spazi. Solo così l’attività delle forze dell’ordine può ottenere i risultati auspicati”. Per Pietrelli, peraltro, l’obiettivo reale deve essere di mettere in sicurezza l’intera città e non solo una via, una strada o un’area; altrimenti il rischio è che la malavita si sposti da una zona ad un’altra senza benefici per la collettività. 

La consigliera Pd Sara Bistocchi ha evidenziato che la maggioranza esprime posizioni contraddittorie: da un lato sulla stampa annuncia che a Perugia va tutto bene, salvo poi richiedere l’intervento dell’esercito per Fontivegge: “Pensare di dispiegare l’esercito, di solito utilizzato per
fronteggiare le calamità, per le vie di Perugia è una risposta sproporzionata rispetto al reale problema. Siamo tutti consci dei disagi che giornalmente i cittadini vivono, specie a Fontivegge, ma questi non si risolvono militarizzando un quartiere”.

Emanuela Mori, rappresentante Pd e residente proprio a Fontivegge, ha ammesso che le cose nel quartiere non sono cambiate rispetto al passato: “Come cittadina, donna, madre e residente so cosa significa vivere lì: nel tempo non ritengo che ci siano stati grandi miglioramenti, pur essendo costante e giornaliero l’impegno profuso dalle forze dell’ordine a contrasto della criminalità”. Quello che manca secondo la tesi della Mori "sono i pattugliamenti e la presenza in genere da parte della polizia municipale: sulle strade, ma soprattutto per sconfiggere la piaga degli affitti in nero, che finisce per favorire il dilagare della criminalità". Dunque Mori si è detta favorevole ai maggiori controlli, ma non alla militarizzazione del quartiere tramite impiego dell’esercito.

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