Operazione "Strade sicure", militari a caccia dei criminali: esercito in azione nelle città

Ci sono più di 7mila militari a disposizione dei Prefetti, per “specifiche ed eccezionali esigenze di prevenzione della criminalità”. E Perugia è una delle città iscritte nell'elenco

Si chiama “Strade sicure” ed è un'operazione dell'esercito italiano. A Perugia, in questi giorni, si discute della possibilità di “piazzare” i militari a Fontivegge. Una delle zone più calde della città. E la cronaca ce lo ricorda ogni giorno. Follia? Idea geniale? Soluzione? Fumo negli occhi? Si vedrà. Mentre a Palazzo dei Priori infuria la polemica, il sito dell'Esercito Italiano spiega nel dettaglio di cosa stiamo parlando. Così, per capire bene la questione.

“L'Operazione "Strade Sicure" è iniziata il 4 agosto 2008 a seguito della promulgazione della L. n. 125 del 24 luglio 2008 n. 92 che ha autorizzato, per specifiche ed eccezionali esigenze di prevenzione della criminalità, l'impiego di un contingente di personale militare delle Forze Armate., con qualifica di Agente di Pubblica Sicurezza, posto a disposizione dei Prefetti delle Province, per condurre attività di vigilanza esterna a Centri di Accoglienza e a obiettivi sensibili e di pattugliamento e perlustrazione, in concorso e congiuntamente alle Forze di Polizia”.

L'operazione, che ha visto impiegato un contingente di 4250 unità fino al 31 dicembre 2014, spiega ancora l'Esercito, “è stata successivamente prorogata fino al 31 marzo 2015 prevedendo il ridimensionamento del dispositivo a 3.000 unità impiegabili e la sospensione del servizio pattugliamento e perlustrazione. Successivamente, con il Decreto Interministeriale del 27 febbraio 2015, il dispositivo è stato incrementato a 4.800 unità. (a cui andranno aggiunte, dal 15 apr. al 1° nov. 2015, 600 unità per l'esigenza Expo 2015, ulteriormente incrementate di 1255 unità dal 30 aprile al 1° novembre) e la missione è stata prorogata al 30 giugno 2015. In data 30 giugno 2015 è stato emesso il provvedimento normativo del Governo che proroga l’Operazione fino al 31 dicembre 2015”.

La storia non finisce qui: “Con il Decreto Legge n. 185 del 25 novembre 2015, al fine di corrispondere alle esigenze di sicurezza connesse allo svolgimento del Giubileo straordinario della Misericordia, il dispositivo è stato incrementato di ulteriori 1.500 unità a partire dal 16 novembre 2015 e fino al 30 giugno 2016. La Legge n. 208 del 28 dicembre 2015 ha prorogato, fino al 31 dicembre 2016, l’impiego del contingente di 4.800 unità delle Forze Armate”.

E l'Esercito spiega anche come si comportano gli uomini in mimetica: “Nell'esecuzione dei servizi di vigilanza il personale delle Forze Armate agisce con le funzioni di agente di pubblica sicurezza e può procedere alla identificazione e alla immediata perquisizione di persone e mezzi di trasporto, al fine di prevenire o impedire comportamenti che possono mettere in pericolo l'incolumità dei cittadini e  la  sicurezza dei  luoghi vigilati”.

Quindi, ricapitolando, il punto è questo: ci sono più di 7mila militari a disposizione dei Prefetti, per “specifiche ed eccezionali esigenze di prevenzione della criminalità”. E Perugia non è fuori dall'Italia. Anzi, è nell'elenco delle città coinvolte nell'operazione: “Attualmente il Contingente delle Forze Armate, in concorso alle Forze di polizia, opera nelle province di: Agrigento, Ancona, Aosta, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Brindisi, Cagliari, Caltanissetta, Caserta, Catania, Cosenza, Crotone, Firenze, Foggia, Genova, Gorizia, Grosseto, Imperia, L'Aquila, Livorno, Lucca, Messina, Milano, Modena, Napoli, Padova, Palermo, Parma, Perugia, Pesaro Urbino, Pisa, Prato, Ragusa, Reggio Calabria, Rimini, Roma, Taranto, Terni, Torino (Chiomonte/Val di Susa), Trapani, Trieste, Udine, Varese, Venezia, Vercelli, Verona, Vibo Valentia”. Fino a qui la descrizione. Per il punto politico il passo è breve. E il nodo è sempre lo stesso: come vogliamo vedere Fontivegge?

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