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Fontanella Giardini Carducci, è tornata al suo posto un pezzo di memoria cittadina: tutti i retroscena del restauro

La fontanella dei Giardinetti, sbriciolata a seguito di un incidente, è tornata al suo posto in perfetta salute. Ma la cura non è stata breve né semplice. Perugia Today è in grado di raccontare, e mostrare in esclusiva, le fasi dello specialissimo intervento

La fontanella dei Giardinetti, sbriciolata a seguito di un incidente, è tornata al suo posto in perfetta salute. Ma la cura non è stata breve né semplice. Perugia Today è in grado di raccontare, e mostrare in esclusiva, le fasi dello specialissimo intervento. I pezzi – come raccontammo per primi su queste colonne – furono raccolti e portati nei depositi del Comune. Insieme a quelli più minuti, ficcati un secchio, vennero conferiti al laboratorio di restauro di Andrea Gobbi. Al restauratore toccò però un’amara sorpresa: verificare che mancavano tantissimi pezzi, anche di notevoli dimensioni. Circostanza che ha complicato e allungato i tempi di “anastilosi”, ossia di ricostruzione.

Quale la procedura adottata?

“Aiutato da argani e puntelli, ho eseguito un puzzle tridimensionale. Oltre a incollare le singole parti, ho dovuto ricostruire i pezzi mancanti con resine altamente resistenti agli agenti atmosferici e all’azione dell’acqua e del gelo”.

È stato questo il succo del suo intervento?

“Pur essendo contrattualmente pattuito il solo incollaggio dei pezzi rotti, ho eseguito  a mie spese e per mio interesse la pulitura delle croste nere che ricoprivano i sottosquadri e la parte bassa del catino.

Ho proceduto a ripulire tutte le superfetazioni lasciate dalle azioni dell’uomo: gomme da masticare attaccate un po’ ovunque, colle, asfalto e cemento”.

Quanto è stato lungo il lavoro?

“È andato oltre il previsto: due settimane in più di lavoro, offerte con piacere all’oggetto e alla comunità, per riportare alla luce il bel colore del calcare originale”.

Ha, per caso, fatto qualche scoperta?

“Sì: sulla base, ho ritrovato una piccola parte di scritta del maestro lapicida che l’ha scolpita. A voler completare l’opera, ci sarebbe da fare una ricerca storico-artistica. Ma è compito da lasciare agli studiosi”.

E le fasi finali dell’intervento?

“Come ultime fasi del restauro ho eseguito le velature e l’applicazione di un idrorepellente non filmogeno da ripristinare ogni anno. Ho consigliato di effettuare un intervento manutentivo annuale perché, anche se restaurata, la fontanella è estremamente fragile: era distrutta, un mucchio di pietre frantumate. Ed occorre evitare che l’evento si ripeta”.

È sempre opportuno tenere d’occhio le opere restaurate?

“Direi proprio di sì! Che non avvenga come per le sculture al centro delle fontane in Piazza Italia (la Sirenetta e la Nipotina, ndr.), opere del Maestro Arturo Checchi. Queste opere, a distanza di anni, non hanno mai avuto una manutenzione ordinaria, come da me suggerito appena completato il restauro. Questo non è bene e non giova alla corretta conservazione”.

Sta di fatto che la fontanella – dopo tante sterili polemiche – è tornata dove era stata pensata. Ma occorre vigilare per evitare che se ne facciano usi impropri,  come sedercisi sopra o effettuare movimenti di stand o di bancarelle in prossimità. 

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