Giardini Carducci, la fontanella distrutta dopo l'incidente sarà restaurata: è un pezzo di memoria cittadina

Quanto al dove, si solleva qualche perplessità. C’è chi, infatti, sostiene che la fontanella rediviva debba essere collocata nel luogo dove stava in origine

La canellina dei Giardinetti Carducci si rifarà nella forma esatta in cui si presentava. Ossia, da quei frammenti si cercherà di ricavare l’originale: non una copia conforme, ma la stessa, sebbene riappiccicata. Questo è l’intendimento della Soprintendenza e da qui non si esce. Sebbene non si tratti di bene artistico tutelato, tanto che era un oggetto di serie, identico a quella del Frontone. E, quanto all’età, viene accreditata per la fine degli anni Cinquanta del Novecento.

Risulta in maniera inequivoca che ciò che ne resta consta di otto pezzi e di un secchio di frammenti, recuperati subito dopo la rottura.  Fu ridotta a mal partito, com’è noto, dalla manovra errata di un veicolo di mercataro, presente ai giardinetti per il mercato mensile dell’antiquariato che si tiene nell’ultimo week end del mese tra i giardini Carducci, i portici della Prefettura, lo spazio tra il Brufani e il palazzo del Governo, la stessa piazza Italia. Sul conquibus non ci sono problemi: pagherà l’assicurazione.

Ora si tratterà di ottenere i vari preventivi e affidare i lavori. Ma non sarà cosa rapidissima, in quanto va fatta nel rigoroso rispetto delle procedure. Quanto al dove, si solleva qualche perplessità. C’è chi, infatti, sostiene che la fontanella rediviva debba essere collocata nel luogo dove stava in origine: ossia ad angolo tra la panchina e l’immagine dell’angelo del monumento al Perugino. Sotto i lecci ombrosi, che peraltro garantiscono un’acqua fresca e non calda, come quella che arriva all’assolato centro della piazzetta.

Lo spostamento si era infatti rivelato un errore, anche per altri motivi: troppo al centro e in posizione tale da essere d’impiccio nel corso di manifestazioni che utilizzano l’area principale dei giardini Carducci, proprio di fronte al corpulento “divin pittore”, il cui sguardo è perso verso la città natale.

L’importante è sistemare e ricollocare quel pezzo di memoria cittadina, con il riposizionamento filologico originale. Perugia Today può dimostrare come, prima della canellina in travertino, in quello stesso punto ci fosse un fusto in ghisa con relativo rubinetto (gallery).

La sostituzione sarebbe avvenuta alla fine degli anni Cinquanta del Novecento.

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