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Quella bellissima fonte medievale che agonizza nell'indifferenza e nel degrado..

I nostri padri la portavano come un fiore all’occhiello, ci attingevano acqua, mentre nelle vasche le donne lavavano i panni. Secoli di storia non si possono distruggere nel breve volgere di qualche anno

Fontenòvo: manufatto medievale agonizzante, sommerso dalla vegetazione e fradicio di umidità, con perdite d’acqua consistenti che lo lambiscono.

“Sono mesi – dice un residente della Pesa – che ho segnalato lo stato di degrado. Ma soprattutto la perdita consistente che dovrebbe derivare dall’acquedotto”. “Capirà – aggiunge – con questa siccità estiva non si può pensare che si tratti di acque sotterranee. Ogni mattina, quando vado a spasso col cane, vedo questo ruscello di acqua pulita. Credo provenga da qualche tubo rotto. Ho chiamato più volte, ma nessuno è intervenuto”.

Effettivamente il ruscello d’acqua limpida, che scorre continuamente da poco prima della fonte e si versa in fognatura, sembra confermare l’ipotesi dell’uomo.

Sta di fatto che questa fonte – non lontano dal complesso monumentale di  San Bevignate, dalla villa del giurista Rinaldo Ridolfini e da quella che fu dell’Alessi – è negletta.

Qualche anno fa fu restaurata, ma poi il degrado e l’abbandono hanno vanificato quell’intervento.

Ora il piccolo fornice mostra pezzi d’intonaco in  distacco. Le vasche sono colme di acqua putrida. Il bel Grifo centrale è coperto dalla vegetazione disordinata e invasiva. Scritte deliranti ne imbrattano le pareti.

È inutile restaurare, se poi non si manutiene con regolarità: soldi buttati. Il fatto è che per via Enrico dal Pozzo si passa solo in auto, per recarsi al cimitero e a Casaglia. Nessuno  percorre questa strada a piedi e il degrado si nota solo quando è arrivato al punto di non ritorno.

Ma è proprio impossibile tenere bene una fonte  medievale bellissima, che risale alla seconda metà del Quattrocento? I nostri padri la portavano come un fiore all’occhiello, ci attingevano acqua, mentre nelle vasche le donne lavavano i panni. Secoli di storia si possono distruggere nel breve volgere di qualche anno, vittime dell’indifferenza e dell’ignoranza?

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