Cronaca

In causa da 15 anni per i fondi pubblici non concessi: dopo Tribunale civile e Tar adesso tocca alla Cassazione

Conflitto di competenza per stabilire chi si deve occupare della causa di risarcimento tra privati, Comune di Perugia e Regione Umbra e nel frattempo uno dei ricorrenti è deceduto

Ottengono il contributo comunale per il recupero di immobili, ma la Regione boccia la domanda dopo che avevano avviato i lavori. Scatta la causa civile, ma il Tribunale di Perugia rimetti gli atti al Tribunale amministrativo regionale dell’Umbria che a sua volta investe del caso la Cassazione per decidere sulla competenza sulla causa per risarcimento danni, a 15 anni dai fatti.

I due ricorrenti, madre e figlio (nel frattempo la donna è deceduta), si sono rivolti all’avvocato Marta Bocci chiedendo al Tribunale civile di Perugia e poi al Tar di accertare la responsabilità di Comune di Perugia e Regione Umbria “per inadempimento delle obbligazioni sullo stesso gravanti” e la condanna del Comune di Perugia al risarcimento di tutti i danni subiti quantificati nella somma complessiva di 207.742,45 euro.

I ricorrenti avevano partecipato “al procedimento indetto dal Comune di Perugia con l’avviso pubblico del 14.02.2007 per l’assegnazione di contributi finalizzati, ai sensi della legge regionale Umbria n. 23/2003, alla realizzazione di interventi di recupero del patrimonio edilizio di proprietà privata nei centri storici di Ponte Felcino, San Sisto, Mugnano, Fontignano e Ponte San Giovanni, secondo il Piano operativo annuale (POA) 2006 approvato dalla stessa Amministrazione comunale con delibera di Giunta n. 764 del 29.12.2005”.

Il loro progetto, con tutti i nove progetti presentati per un totale di 41 unità immobiliari coinvolte e per un finanziamento complessivo richiesto alla Regione pari ad 1.332.674,49 di euro, era stato approvato dal Comune e trasmesso alla Regione. Per il progetto presentato dai odierni ricorrenti, a fronte di un contributo richiesto di complessivi 173.000 euro, veniva ritenuto ammissibile un contributo di 143.979 euro. I ricorrenti depositava “la documentazione tecnica per l’ulteriore istruttoria e a stipulare di contratti di appalto per l’esecuzione dei lavori”.

Un anno dopo il Comune di Perugia comunicava che il progetto non era stato ammesso a finanziamento in quanto “alcune delle proposte dei comuni non erano risultate coerenti” con le finalità della legge regionale non rispondendo alle caratteristiche unitarie di recupero degli immobili nel contesto urbano.

Da qui la richiesta dei ricorrenti di risarcimento per 207.742,45 euro.

Il Comune di Perugia si è opposto ritenendo che la pretesa dovesse “essere rivolta alla Regione Umbria”.

Il Tribunale civile di Perugia dichiarava il proprio difetto di giurisdizione e rimettendo il caso al Tribunale amministrativo regionale.

I giudici amministrativi, però, non condividono la decisione del Tribunale civile e hanno sollevato “d’ufficio conflitto negativo di giurisdizione con il Tribunale di Perugia” e disposto “la rimessione degli atti alle Sezioni unite della Suprema Corte di cassazione per la decisione del conflitto”.

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