Incendio nella notte al campo nomadi. L'associazione: "Attentato razzista?". "Lo escludiamo: colpa di una stufetta..."

Questa notte due roulotte sono andate a fuoco nel campo nomadi di Sant'Eraclio di Foligno. Scoppia subito la polemica e il presidente dell'associazioni chiede indagini serrate. Carabinieri e Vigili del Fuoco, dopo i rilievi, cancellano tutti i dubbi

foto di repertorio

Incendio nella notte a Sant'Eraclio di Foligno all'interno del campo nomadi cittadino. Intorno alle 3 del 26 febbraio i Vigili del Fuoco e i Carabinieri della Compagnia di Foligno sono intervenuti  - rispettivamente per spegnere le fiamme e verificare le cause dell'incendio - dopo la distruzione di due roulotte dove abitavano altrettante famiglie. I mezzi, con tutto quello che c'era all'interno, sono andati distrutti e le famiglie sono state evacuate ed ospitate al momento da altri componenti presenti nel campo Rom. Tanta paura, ma per fortuna nessun ferito. 

Una volta domate le fiamme sono iniziate le verifiche per capire le cause dell'incendio. I Carabinieri hanno ascoltato anche i due nuclei familiari rimasti coinvolti nell'incendio. In campo è scesa subito l'associazione nazionale Rom attraverso il rappresentante Marcello Zuinisi che da mesi si batte a tutela degli occupanti per campo di Sant'Eraclio che a breve dovrà essere chiuso. Si cercano soluzioni abitative alternative per queste famiglie. Zuinisi ha chiesto al Comandante dei Carabinieri Zizzi indagini approfondite avanzando anche il dubbio di un incendio doloso: "Siamo di fronte all'ennesimo attentato di carattere razzista?".

Il clima non è dei migliori tra l'associazione e il movimento politico della Lega Nord dell'Umbria: Zuinisi ha denunciato i consiglieri regionali Mancini e Fiorini per aver chiesto un censimento dei rom in Umbria e nel campo di Foligno. Attacchi politici si registrano anche sul versante politico nazionale: "Rom Sinti Caminanti (RSC) subiscono da mesi sgomberi senza inclusione e politiche di cui si è promotore il Ministro Matteo Salvini attraverso un ordine: “ruspa” ha scritto sempre il rappresentante dell'associazione. 

Ma che l'incendio possa trattarsi di un attentato contro la comunità Rom-Sinti e Camminanti ci crede poco anche lo stesso Zuinisi che dopo i dubbi sollevati, nella nota ufficiale scrive:  "Sul posto non sono state al momento trovate tracce di un innesco partito dall'esterno delle roulotte".

L'ipotesi più concreta è quella dell'incendio determinato da una stufetta tenuta accesa tutta la notte dopo il grande freddo di questi giorni. Il comandante dei Carabinieri, dopo anche i referti dei vigili del Fuoco, ha escluso direttamente a Perugiatoday.it che possa trattarsi di un attentato o di un innesco doloso: "Lo escludiamo completamente perché non c'è nessuna traccia nel campo del rogo che è stato ispezionato a fondo. Inoltre lo stesso capofamiglia che ha perso le due roulotte per via delle fiamme, ha ammesso la presenza di un scaldino all'interno del mezzo da dove è iniziato il rogo estendosi poi all'altra roulotte. Lo abbiamo ribadito anche al rappresentante dell'associazione che ci ha invitato ad controllo approfondito dopo aver paventato una ipotesi dolosa provocata da terzi". Nessun attentato, ma soltanto incuria. Caso risolto. Ma il clima politico resta teso. 


 

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