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Flebo infette, muoiono tre persone: indagati medici del Santa Maria della Misericordia

Sono stati indagati quattro medici del Santa Maria della Misericordia di Perugia dopo la morte di tre persone a causa di flebo infette. Le accuse sono di omicidio colposo, lesione colpose e omissione di atti d'ufficio

Le indagine erano state aperte nell’agosto del 2011 dopo chi in appena dieci giorni erano morte ben tre persone, un uomo e due donne, al Santa Maria della Misericordia. Ad essere accusati due responsabili addette alla preparazione delle sacche, accusate di omicidio colposo e lesioni colpose, e due dirigenti che non avrebbero comunicato la positività di alcuni pazienti alle analisi per la presenza del batterio.

Nella sostanza il sangue infetto sarebbe stato iniettato nelle vene delle tre vittime, questo avrebbe così provocato la loro morte per il sopraggiungere di una grave forma di setticemia. Un epiteto che si è reso tale solo a causa di una gravissima negligenza. Almeno questo quanto è stato ipotizzato dal sostituto procuratore Paolo Abbritti.

Mancanza di controlli sulle apparecchiature e sulle condizioni di sicurezza, nonché personale poco preparato, proprio per questi le due dirigenti sono state accusate di omissioni di atti d’ufficio.

A portare avanti il caso i Nas coordinati dal capitano Marco Vetrulli, che grazie anche alle indagini effettuate avrebbero ricostruito l’intera vicenda, ipotizzando quindi la responsabilità dei quattro imputati.  A farne le spese anche sedici pazienti.

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