Domenica, 20 Giugno 2021
Cronaca

Gestisce un bar tramite un socio fasullo, finanziere indagato e sospeso dal servizio

In sede penale il pm ha chiesto l'archiviazione ritenendo la denuncia non veritiera. Il Tar ha annullato la sanzione disciplinare perché decisa dopo lo scadere dei termini di legge

Inchiesta penale e procedimento disciplinare per un finanziere, difeso dall'avvocato Luciano Ghirga, accusato di “avere gestito, senza soluzione di continuità, un’attività commerciale, così violando i principi indefettibili dell’esclusività del rapporto di lavoro e dell’incompatibilità professionale”.

Nel primo caso, nato da un “esposto/querela da parte della ..., con cui quest’ultima accusava il ricorrente ed un altro finanziere di averla formalmente coinvolta nella conduzione del bar, facendole assumere il ruolo di socia accomandataria tramite la fittizia acquisizione di quote della società titolare dell’esercizio, facendo così ricadere su di lei i debiti della gestione dello stesso”, il processo neanche è iniziato in quanto la Procura ha ritenuto inattendibile la denunciante, per l’azione disciplinare il Tribunale amministrativo regionale dell’Umbria ha accolto il ricorso del militare e annullato la sanzione della sospensione di 6 mesi dal servizio. Non perché non ritenesse fasulla la partecipazione del finanziere alla gestione del bar, cosa che “ha trovato ampio riscontro” nel corso delle indagini, e neanche che “l’esercizio di vera e propria attività imprenditoriale, una sorta di doppio lavoro sicuramente rilevante dal punto di vista disciplinare in quanto in contrasto con il dovere di esclusività gravante sul pubblico dipendente ed oltremodo sconveniente in ragione della specifica funzione esercitata dagli indagati; responsabilità disciplinare che potrà essere fatta valere nell’apposita sede”.

Anzi, sono proprio i tempi dell’azione disciplinare che hanno attirato l’attenzione dei giudici amministrativi. In altre parole i comandi della Guardia di finanza hanno attivato l’azione disciplinare oltre i termini previsti dalle leggi. Procedimento e sanzione, secondo i giudici amministrativi, sono stati attivati quando l’amministrazione militare “era ormai decaduta dall’esercizio del potere disciplinare”, cioè “entro 60 giorni dalla conclusione degli accertamenti preliminari”. Cosa non avvenuta.

Da qui discende l’accoglimento del ricorso del militare e l’annullamento degli atti del comando della Guardia di finanza con condanna, in favore del ricorrente, delle spese di giudizio.

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