Blitz all'alba di Polizia e Finanza, sequestrati case e terreni a un 37enne perugino

Il Tribunale di Perugia ha emesso il provvedimento: scatta il sequestro al pluripregiudicato e l'obbligo di soggiorno

Maxi sequestro e obbligo di soggiorno. Blitz all'alba di Polizia e Guardia di Finanza di Perugia: sono scattate le misure di prevenzione previste dal Testo Unico Antimafia nei confronti di un cittadino italiano di anni 37, con diversi precedenti di polizia e residente a Perugia.  

VIDEO Maxi sequestro da 400mila euro a un perugino, le immagini del blitz

Il provvedimento è scaturito dopo che, come previsto dalla normativa antimafia, il Questore ha avanzato al Tribunale di Perugia la proposta di applicazione della misura di prevenzione personale, nonché quella patrimoniale, basata sugli esiti degli accertamenti eseguiti dalle Fiamme Gialle. Dopo un’attenta valutazione, l’Autorità Giudiziaria ha condiviso la richiesta ed ha emesso il provvedimento che ha disposto l’obbligo di soggiorno e la confisca dei beni.  

L’operazione è il risultato della collaborazione tra i nuclei di Finanza e Polizia impegnati all’attività di contrasto alla criminalità organizzata: la Divisione Anticrimine della Questura, in collaborazione con il Reparto Prevenzione Crimine Umbria, ed il Gruppo Investigativo Criminalità Organizzata (il Gico) del Nucleo di Polizia Economico - Finanziaria.

In particolare, spiega una nota congiunta di Finanza e Polizia, il 37enne è stato colpito da un provvedimento emesso dal Tribunale di Perugia che ha disposto l’obbligo di soggiorno nel Comune di residenza per 3 anni ed il sequestro, con contestuale confisca, di un’unità immobiliare di 150 mq e del relativo appezzamento di terreno a destinazione urbanistica di 3580 mq a Colombella, per un valore complessivo di circa 400.000 euro. 

Gli agenti della Questura di Perugia hanno ricostruito il profilo del 37enne, mettendo a referto denunce ed arresti per delitti contro il patrimonio. Come spiega la nota congiunta, l'uomo è stato arrestato durante l'indagine "Cassaforte" nel 2010, con l'accusa di essere promotore ed organizzatore, insieme al fratello, di un’organizzazione finalizzata alla commissione di furti in abitazione. 

I militari del Gico, allo stesso tempo, hanno ricostruito la situazione economica, reddituale e patrimoniale del 37enne e del suo nucleo familiare convivente a partire dal 1984, che ha permesso di individuare una sperequazione tra i redditi dichiarati, l’attività economica svolta ed il patrimonio immobiliare acquisito, ritenuto di ingiustificata provenienza. 

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