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Festival internazionale del Giornalismo, scoppia il "polemica-time": nel ring Monni, Vinti e Bracalente

Dopo la decisione dei padri fondatore del Festival Internazionale del Giornalismo di mettere la parola "fine" alla manifestazione, intervengono Massimo Monni (Pdl) e Stefano Vinti (Rifondazione comunista). Diversi schieramenti ma stesso pensiero. A fare da paciere tra il Festival e i due consiglieri ci pensa Bracalenti

E’ bastato poco, anzi pochissimo per far scattare il “polemica-time”. Così poco da non rendersene neanche conto. Dopo la lettere aperta di Arianna Ciccone e Chris Potter, madre e padre fondatore del Festival Internazionale del Giornalismo, con la quale hanno comunicato la chiusura della manifestazione, c’è chi ha sparato qualche colpo in sordina. Si tratta di Massimo Monni e Stefano Vinti, posizioni politiche diverse, il primo appartenente al Pdl e il secondo a Rifondazione Comunista, ma con punti di vista apparentemente identici. Almeno sulla faccenda in questione.

È stato infatti già Monni, ieri, 18 ottobre, a dichiarare: “Pur riconoscendo il valore culturale del Festival devo ammettere a malincuore che la richiesta di Arianna Ciccone suona come una sorta di ricatto. In un momento di crisi economica come quello che stiamo vivendo è infatti assolutamente impensabile far sborsare ulteriori soldi alle istituzioni”. A seguirlo a ruota, oggi, Vinti: “Credo se sia opportuno, tra l'altro messi di fronte a prese di posizione anche abbastanza arroganti da parte degli organizzatori, riflettere se è giusto indirizzare tantissime risorse pubbliche, in un momento economico come l'attuale”.

Ma in ogni disputa che si rispetti ci deve essere sempre un paciere. Questa volta il ruolo spetta al presidente della Fondazione Perugia capitale europea della cultura 2019, Bruno Bracalente, che  ha sottolineato: “Il Festival deve fare ogni sforzo, insieme alle istituzioni, per continuare a svolgere la sua insostituibile funzione nel panorama culturale della città e del paese. E sarebbe anche bello e utile che, insieme alle altre istituzioni culturali che non lo hanno ancora fatto, entrasse nella Fondazione e in questo necessario spirito nuovo per contribuire alla costruzione di quel progetto di futuro che la candidatura esprime e di cui la città e la regione hanno estremo bisogno”.

Un appello e un invito sentito quello fatto da Bracalente, ma dalla direzione del Festival ancora tutto tace. Lunedì si terrà una conferenza stampa e si capirà cosa i genitori della manifestazione intenderenno fare .

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