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Festa del papà, tra tradizione perugina e detti popolari

Oggi, San Giuseppe Falegname, festa del papà. Questa festa si celebra negli Stati Uniti dagli anni dieci del Novecento, mentre da noi è relativamente recente, risalendo agli anni Sessanta

Oggi, San Giuseppe Falegname, festa del papà. Questa festa si celebra negli Stati Uniti dagli anni dieci del Novecento, mentre da noi è relativamente recente, risalendo agli anni Sessanta. All’epoca, una famosa casa che produceva un  brandy cercò di abbinare il prodotto alla ricorrenza. E gli astemi?

Il culto religioso risale all’Alto Medioevo ed è noto nel Trecento. Intorno a quel periodo, alcuni ordini religiosi cominciarono a osservare la festa il 19 marzo che, secondo la tradizione, sarebbe dies natalis, ossia il giorno della sua morte. La festività di san Giuseppe fu inserita nel calendario romano da papa Sisto IV, intorno al 1479. Dal 1955 si celebra san Giuseppe Artigiano – il primo maggio –  come risposta cattolica alla festa dei lavoratori, che aveva origini marcatamente sindacali e socialiste.

Ma teniamoci alla tradizione perugina e ai suoi detti popolari. In riferimento al mestiere di falegname, si esclama “C’è passato San Giuseppe ncla pialla!” per stigmatizzare l’assenza di seno in una donna (il disegno in pagina mi fu donato dall’indimenticabile amico Marco Vergoni).

Altra espressione, poco rispettosa, fa riferimento alla figura di “padre putativo” di Gesù. Si dice, infatti, che Giuseppe sia “protettore dei cornuti”, come San Martino, che lo è per tutt’altri motivi (come spiegammo nel nostro giornale, per San Martino, l’11 novembre, si tenevano mercati di bestiame bovino, notoriamente “cornuto”). Insomma: il concepimento immacolato di Gesù finiva col macchiare la reputazione del santo falegname.

In occasione della ricorrenza, la gastronomia perugina (ma anche quella nazionale) provvede le famose “frittelle de San Giuseppe”, unica eccezione di frittura consentita in Quaresima. Difatti si friggeva con lo strutto di maiale, il che violava le regole previste in materia di astinenza dalle carni. Nel periodo quaresimale, la padella per friggere veniva incartata e appesa al camino, seguendo il detto: “Per quarantasei giornate / nun se fòn più le frittate”. Come detto meteorologico, si ripete: “San Giuseppe vecchierello / guarda l fòco e adopra l mantello!”. E mai affermazione fu più veritiera, visto il tempaccio di questi giorni.

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