Festa dei Cenciareli bloccata dal virus… ma Alda Avellini apre la chiesa per non rompere la tradizione

La protezione della Vergine si riferisce alla tutela dei credenti contro i malanni invernali

Festa dei Cenciarelli bloccata dal corona… ma Alda Avellini apre la chiesa per non rompere la tradizione. “La nostra famiglia – ricorda – si fa carico della custodia da oltre due secoli e mezzo. Non vogliamo arrenderci al virus”. Anche se – com’è ovvio – niente festa. “Come rispettare il distanziamento in uno spazio così angusto?”. Ma la chiesa è aperta, le celebrazioni rispettate, i sacchetti con le sacre polveri a disposizione di chi li vuole, a fronte di una semplice offerta. Ricorre oggi – ultima domenica d’agosto – la tradizionale festa della Madonna dei Cenciarelli (“Consolatrix afflictorum”), presso la chiesina campestre, sotto la Porta del Bulagaio. La protezione della Vergine si riferisce alla tutela dei credenti contro i malanni invernali. In primo luogo, febbri reumatiche, influenze e mal di gola (insieme all’altro protettore San Biagio).

La chiesetta fu costruita attorno a un’edicola, eretta per ricordare il miracoloso salvataggio di alcuni pastori, travolti da una frana nel discesone di Ponte Rio. Ma qual è lo strumento difensivo contro i malanni? I sacchetti con le polveri “miracolose”, ossia quelle polveri raschiate dall’intonaco e custodite legandole al letto dei malati o al collo dei bambini. I fazzoletti atti a contenere le polveri, insieme a cuoricini e catenine anche in oro, venivano poi appesi come ex voto per grazia ricevuta. Sacchettini di stoffa, “cenci”, appunto. L’intonaco è letteralmente divorato dalla risalita dell’umidità. Tanto che (vedi foto) lo sbriciolamento dell’intonaco stesso consente tuttora di prelevarle con facilità. E forse non è un male.

L’esterno lo abbiamo sistemato – dicono ad una voce Alda e un cugino – e anche l’interno è a posto. La Madonna è passata sotto le mani sapienti del restauratore Giovanni Manuali e il quadro della controfacciata è stato recuperato dalla sua allieva Rossella. L’interno è decoroso, pulito, ben illuminato. “Una volta è passato qui il cardinale e si è fermato ad ammirare la chiesetta, con la sacra icona della Vergine Santissima. Anche il sindaco è venuto una volta alla messa delle 18:00 ed è rimasto colpito. Ha detto che, pur essendo nato poco sopra, nel rione di Porta Sole, non era mai venuto ai Cenciarelli e non ne conosceva storia, pietà popolare, tradizioni”, dicono i vigili custodi Avellini. Una tradizione che radica nella Perugia medievale. Una storia che sarebbe colpevole lasciar seppellire sotto una coltre di oblio. Lottare, insomma, contro il tempo divoratore di cose, contro l’indifferenza, il relativismo, il razionalismo a tutti i costi.

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