Cronaca

Inchiesta farmacie, tredici indagati. L'ex vice presidente dell'ordine si difende: "Mai agevolato nessuno"

Secondo l'accusa avrebbe rivelato ad Antonio Perelli, ex capo dell’ufficio autorizzazioni e accreditamento della Sanità regionale, l'andamento della fase istruttoria relativa al procedimento disciplinare a suo carico

Un'ora di interrogatorio in procura per rispondere alle domande del sostituto procuratore Mario Formisano: l'ex vicepresidente dell'ordine dei farmacisti di Perugia, Giuseppina Mantucci, indagata insieme ad altre 12 persone nell'ambito dell'inchiesta sulla presunta gestione illecita del Servizio accreditamento della direzione regionale della sanità, ha chiesto di chiarire la propria posizione.

E così, alla presenza del suo legale . l'avvocato Vincenzo Maccarone - è stata interrogata negli uffici della procura offrendo spiegazioni sull'accusa che le è stata mossa: ovvero quella di aver rivelato ad Antonio Perelli, ex capo dell’ufficio autorizzazioni e accreditamento della Sanità regionale, l'andamento della fase istruttoria relativa al procedimento disciplinare a suo carico, attivato dall'Ordine dei Farmacisti su impulso dei Nas. 

L'accusa mossa nei riguardi della ex vicepresidente è rivelazione del segreto d'ufficio: secondo le indagini avrebbe abusato della sua qualità di vice presidente per agevolare Perelli e proprio nella fase istuttoria del procedimento disciplinare in cui gli si contestava di aver ricoperto l'incarico dirigenziale di responsabile del servizio accreditamento e Valutazione dI Qualità della Direzione Regionale, imcompatibile con l'attività di gestore della Farmacia Perelli s.a.s. Prova a difendersi la ex vice presidente, spiegando di non aver mai partecipato al procedimento disciplinare a carico di Perelli e sottolineando - spiega il suo difensore - il proprio "comportamento legittimo". 

Sotto la lente della procura sono finiti anche due funzionari regionali, Luca Orlandi e Lidia Richieri, di due farmacisti – Massimo Ceccarelli e Alessandro Rossi. Insieme ad altri otto indagati, le accuse (a vario titolo) vanno dalla truffa all’abusivo d’ufficio, dal falso alla concussione. Già nel 2015 le indagini avevano portato alla perquisizione dei Nas negli uffici del Broletto per alcuni accertamenti.

Le condotte contestate a sei degli indagati, secondo il sostituto procuratore Mario Formisano, titolare del fascicolo dell’indagine, riguardano anche una presunta associazione per delinquere in cui, attraverso “atti amministrativi illeciti” avrebbero gestito il servizio di accreditamento e valutazione qualità della Regione favorendo in maniera sistematica alcuni operatori sanitari accreditati. Due farmacisti avrebbero ottenuto l’autorizzazione a gestire depositi farmaceutici, ma privi dei requisiti richiesti.

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