Fase 2 per bambini e ragazzi, è ora di fare di più: anche il Comune di Perugia sostiene la task force regionale

Su iniziativa del consigliere Nicola Volpi, con delega alle politiche giovanili, anche il Comune perugino darà il suo contributo al gruppo di lavoro regionale per ridare una vita normale ai bambini e ragazzi

Dare maggiore impulso alla task force regionale per coinvolgere politica, mondo professionale, associazionismo e volontariato, al fine di trovare (velocemente) soluzioni che restituiscano a bambini e ragazzi il diritto alla socialità.

E' questo l'intento, condiviso in pieno dalla Commissione consiliare del Comune di Perugia, dell'atto presentato dal consigliere Nicola Volpi sul mondo dell'infanzia e dell'adolescenza nela Fase 2. Sono infatti i più piccoli ad aver indubbiamente pagato lo scotto dell'emergenza sanitaria da Coronavirus, e se da un lato si sta lavorando a tutti i livelli della società per contrastare le conseguenze pesanti sul tessuto sociale, economico e anche sull'equilibrio psicologico delle persone, dall'altro si sta facendo ancora poco per il mondo dei minori.

L'attenzione del consigliere Volpi, che detiente anche la delega alle politiche giovanili, in particolare, vuole dare una risposta su due fronti: da un lato la necessità di tanti genitori che riprendono il lavoro fuori casa, dall’altro l’importanza di attenuare l’impatto psicologico e sociale che la prolungata permanenza in casa ha provocato nella crescita e nello sviluppo soprattutto di bambini in fasce d'età molto delicate.

L'urgenza della problematica si evince facilmente: anche la didattica on line sta per terminare (speriamo per sempre) e la ripartenza di centri estivi e oratori non può essere organizzata in pochi giorni, come è stato per la riapertura di molte attività commerciali.

Attenzione puntata, dunque, non solo sul ritorno a scuola in sicurezza per settembre, ma anche su un’attenta programmazione del periodo estivo, che tenga conto delle possibilità offerte da centri estivi e GrEst anche degli oratori (basti ricordare che queste realtà negli anni passati hanno acolto circa 3000 bambini perugini): i volontari interessanti in questi giorni stanno già lavorando a possibili soluzioni che prevedono la possibilità di un’attività contingentata, di spazi all’aperto con tutti gli accorgimenti igienici del caso nelle proprie strutture, per restituire ai bambini e ai ragazzi uno spazio sociale, ricreativo ed educante.

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