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"Famiglia, accoglienza e amicizia": tre grandi temi per tre eventi della Chiesa in vista della fine del 2016

La comunità diocesana di Perugia-Città della Pieve si appresta a vivere, tra il 30 dicembre e il 1° gennaio, tre eventi che quest’anno sono accomunati da temi fondamentali come l’ascolto e il dialogo per «costruire ponti di amicizia e di pace in famiglia come nella società». A ricordarlo è il cardinale Gualtiero Bassetti nel riflettere su quello che è stato il 2016 e sull’«eredità per il 2017». 

Il porporato è convinto di «quattro grandi sfide» che l’umanità ha dinanzi a sé: «dialogo, periferie, famiglia e misericordia». Queste «sfide» non resteranno ai margini delle riflessioni offerte dagli imminenti tre eventi: La Giornata diocesana della Famiglia (venerdì 30 dicembre, ore 15-22, complesso parrocchiale “Santa Famiglia di Nazareth” di San Sisto); La celebrazione eucaristica di ringraziamento con il canto del Te Deum (sabato 31 dicembre, ore 18, cattedrale di San Lorenzo); La 50a Giornata Mondiale della Pace in Diocesi con la messa e canto del Veni Creator (domenica 1° gennaio, ore 18, cattedrale di San Lorenzo). 

La Giornata delle Famiglie si concluderà con la veglia di preghiera guidata dal vescovo ausiliare mons. Paolo Giulietti, mentre le celebrazioni del Te Deum e del Veni Creator saranno presiedute dal cardinale Bassetti, che traccerà un “bilancio” del 2016 e presenterà il messaggio di papa Francesco per la 50a Giornata della Pace, voluta da Paolo VI nel 1968, che quest’anno ha per tema: “La non violenza: stile di una politica per la pace”. I temi di riflessione dei tre eventi ecclesiali perugini trovano comunanza tra loro in uno dei passaggi centrali del messaggio del Papa. 

«Se l’origine da cui scaturisce la violenza – scrive il Santo Padre – è il cuore degli uomini, allora è fondamentale percorrere il sentiero della non violenza in primo luogo all’interno della famiglia». Basti pensare ai non pochi femminicidi e infanticidi verificatisi nel nostro Paese nell’anno che sta volgendo al termine. Il Papa evidenzia nel messaggio che «le politiche di non violenza devono cominciare tra le mura di casa per poi diffondersi all’intera famiglia umana… La famiglia è l’indispensabile crogiolo attraverso il quale coniugi, genitori e figli, fratelli e sorelle imparano a comunicare e a prendersi cura gli uni degli altri in modo disinteressato, e dove gli attriti o addirittura i conflitti devono essere superati non con la forza, ma con il dialogo, il rispetto, la ricerca del bene dell’altro, la misericordia e il perdono. Dall’interno della famiglia la gioia dell’amore si propaga nel mondo e si irradia in tutta la società».

Il cardinale Bassetti, soffermandosi sulle «quattro sfide» dell’umanità, auspica un «dialogo a tutto campo, con i vicini di casa, con i colleghi di lavoro, con chi ha fedi o culture differenti», perché «è il modo concreto con cui si sperimenta l’amore e si respinge l’odio. Ai muri di separazione si sostituiscono dei luoghi di ascolto; alle difficoltà di comprensione si avvicendano dei ponti di amicizia e di incontro». Per Bassetti «le periferie evocano sia una dimensione spirituale che una esistenziale e una sociale. Significa che prima di tutto bisogna mettere Cristo al centro della nostra vita e non il nostro “Io” e il nostro benessere fisico. Significa poi un modo diverso di guardare il mondo, dal basso verso l’alto e non il contrario, cercando sguardi nuovi e prospettive pastorali diverse. 

E poi le periferie significa evocare i poveri, i migranti gli scarti della terra». Il cardinale esorta anche «a comprendere quali sono i frutti del Giubileo della Misericordia, qual è l’eredità che ci lascia in dono. Per prima cosa occorre capire che l’Anno Santo è una profezia per l’umanità: quello che stiamo vivendo, infatti, è indiscutibilmente il tempo della misericordia. E poi in secondo luogo, siamo chiamati a fare azioni di misericordia nella vita di ogni giorno». Infine la «sfida» della famiglia, che Bassetti non si stanca di definirla, come fece in occasione delle sue meditazioni della Via Crucis 2016 al Colosseo, «cuore pulsante della società; cellula inalienabile della vita comune; architrave insostituibile delle relazioni umane; amore per sempre che salverà il mondo». E conclude auspicando che «queste parole si concretizzino in azioni pastorali e anche, speriamo, abbiano degno riconoscimento politico».

Intanto, alla Giornata perugina della Famiglia del 30 dicembre, spiegano i coniugi Maria Rita e Gianluca Carloni, responsabili della Pastorale diocesana familiare, «non mancheranno i “laboratori” pomeridiani per coppie tenuti dal giornalista e consulente familiare veronese Marco Scarmagnani, che in serata ci intratterrà con il tema: “La famiglia è differenza: sesso, figli, suoceri ed altre frizzanti meraviglie”».

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