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Cronaca

Dichiara il falso per ottenere il gratuito patrocinio e finisce sotto processo

L'imputata avrebbe dichiarato solo la pensione di anzianità del genitore, omettendo quella della madre e l'assegno di invalidità che percepisce lei

Il gratuito patrocinio, o difesa a spese dello Stato, è uno strumento che permette anche a chi non ha possibilità economiche di aver un avvocato al proprio fianco in una causa o un processo penale.

Le condizioni reddituali per l'ammissione al gratuito patrocinio, sono state aggiornate a 11.746,68 euro. Tra i redditi rilevanti rientrano tutte le tipologie di redditi imponibili ai fini delle imposte sui redditi (da lavoro dipendente, autonomo, d’impresa, di capitale, fondiari, incluso il reddito di cittadinanza), compresi quelli esenti dall’Irpef o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta o sostitutiva, e che pertanto sarebbero esclusi dalla base imponibile ai fini fiscali.

Se si dichiara il falso o si omette qualche fonte di reddito, scatta la denuncia per falsa attestazione di dichiarazioni per l'ammissione al gratuito patrocinio.

Giustizia: difesa a spese dello Stato, in Umbria spesi oltre 4 milioni all'anno per il gratuito patrocinio

Ed è quanto accaduto ad una donna, difesa dall’avvocato Michela Ulli, che ha dichiarato solo la pensione di anzianità del padre per l'importo di 530 euro mensili, mentre lei, secondo il capo di imputazione, avrebbe percepito una pensione di invalidità 3mila euro all’anno. Nello stesso nucleo familiare, però, ci sarebbe anche la madre, anch’essa pensionata a 514,56 euro al mese. Sommando gli importi totali, la famiglia supererebbe il limite per l’accesso al gratuito patrocinio.

Da qui la denuncia per falso e il processo.

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