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Falsi ricoveri, la rabbia dei sindacati: "Punite duro i dipendenti infedeli"

La rabbia degli over 65 anni dell'Umbria dopo lo scandalo nella sanità di casa nostra. La presa di posizione dei sindacati che chiedono controllo preventivi per tutelare i cittadini onesti

"L'inchiesta sui falsi ricoveri nel Servizio Sanitario Pubblico in Umbria sia di una gravità incredibile": il giudizio arriva dalle segreterie regionali dei pensionati della Uil, Cgil e Cisl dell’Umbria che hanno ribadito "se tutto fosse confermato saremmo di fronte al fatto che alcuni dipendenti della sanità pubblica hanno falsificato documenti e firme pur di registrare nel sistema informativo, come ricoveri, attività specialistiche, facendo ottenere così prestazioni sanitarie senza la corresponsione del ticket dovuto, nonché scavalcando le lunghe liste di attesa, con l’effetto di spingere un numero sempre maggiore di utenti (che possono permetterselo) verso la sanità privata".

Falsi ricoveri: scandalo in Umbria, inquisiti medici e infermieri

Per i sindacati migliaia di cittadini ultra 65enni si vedono costretti, a causa delle precarie condizioni economiche, a rinunciare a cure pur importanti per la propria salute. "Siamo di fronte ad un malcostume - continuano i sindacati - una mancanza di senso civico, un uso scorretto e personale del proprio potere e ruolo che probabilmente, in questo comparto, potrebbe nascondere ancora fatti e comportamenti che mortificano il senso deontologico a cui è tenuto un operatore di un servizio di così alto interesse pubblico per la comunità regionale dell’Umbria".

Si chiede una rapida ed esemplare applicazione della legge per tutte le persone che risultino essere coinvolte e che si avviino immediatamente severi controlli preventivi. Per evitare che il malcostume continui i sindacati confidano nell’introduzione del “fascicolo sanitario elettronico” a cui la Regione è tenuta, come previsto dalla legislazione nazionale vigente, potrà essere un deterrente e dare un contributo ai controlli preventivi.

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