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Falsa residenza per far ottenere la cittadinanza agli italo-brasiliani, nei guai 6 dipendenti comunali

La Corte dei conti contesta il danno da tangente e da disservizio

La Procura contabile ha contestato a sei dipendenti comunali di Todi il danno da tangente e da disservizio “per una vicenda di illecita attribuzione di residenza anagrafica presso un Comune a cittadini brasiliani propedeutica al riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis con asservimento sistematico delle pubbliche funzioni di messo comunale e di Ufficiale d’anagrafe ad intermediario privato”.

I documenti falsi avrebbero attestato le origini italiane degli antenati, in modo da facilitare la concessione della cittadinanza.

Secondo l’indagine penale e contabile, “ciascun brasiliano che ha indebitamente ottenuto la fittizia residenza anagrafica versava all’Agenzia di intermediazione cospicue somme di denaro, presumibilmente di ammontare pari a 7.000 euro pro capite”.

Nella contestazione “la remunerazione illecita percepita” dai dipendenti pubblici “è stata quantificata in sede erariale mediante valutazione equitativa in misura pari al 10% di tale importo”.

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