Falsi certificati: chiesto il giudizio per medici e agenti della polizia penitenziaria

Dovranno rispondere – a vario titolo - di truffa aggravata, falso in atto pubblico e falsità ideologica i sette tra medici e poliziotti della penitenziaria finiti sotto la lente della procura

Dovranno rispondere – a vario titolo - di truffa aggravata, falso in atto pubblico e falsità ideologica i sette tra medici e poliziotti della penitenziaria finiti sotto la lente della procura della Repubblica di Perugia per un presunto giro di falsi certificati medici.

Un presunto “raggiro” che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di due medici e di cinque agenti di polizia a cui ora la procura chiede il rinvio il giudizio. La prima udienza preliminare, dinanzi al gup del tribunale di Perugia, è stata fissata al prossimo 4 luglio.

Secondo la ricostruzione accusatoria, con la complicità di un medico originario dell’Altotevere alcuni agenti della Polizia penitenziaria di Perugia attraverso i falsi certificati sarebbero riusciti ad ottenere un ingiusto profitto “pari alla retribuzione indebitamente percepita per il periodo di tempo in cui erano ingiustificatamente assenti dal posto di lavoro, con conseguente danno per l’ente”.

L’ente in questione è la Direzione dell’istituto Penitenziario alla quale venivano presentate le certificazioni “inducendo così in errore l’amministrazione penitenziaria sulla legittimità dell’assenza per malattia”. La sussistenza di una determinata patologia che poteva essere anche "come causa di servizio" sarebbe stata appurata senza che il paziente venisse sottoposto a visita medica.

Tra le accuse contestate ad uno degli agenti, anche quella di aver modificato nella data della prestazione sanitaria, il certificato medico consegnato poi all'amministrazione di appartenenza "al fine di giustificare la sua assenza dal proprio domicilio durante la visita fiscale".  Gli imputati sono difesi dagli avvocati: Francesco Maria Falcinelli, Donatella Paccoi, Antonio Aiello, Marco Bufalini, Vincenzo Maccarone, Silvia Terradura, Luca Maori.

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