Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca

Falsi certificati per saltare il turno e guardare la partita di Champions: in sei a giudizio

Cinque agenti di Polizia penitenziaria e un medico sono accusati di truffa e falso. Un altro dottore condannato a 5 mesi con l'abbreviato

Cinque agenti di Polizia penitenziaria e un dottore rinviati a giudizio per truffa in concorso, falsità ideologica e materiale commessa dal pubblico ufficiale e di false attestazioni e certificazioni. Un altro medico ha chiesto il rito abbreviato ed è stato condannato a cinque mesi.

I sette imputati sono accusati di aver posto in essere una truffa ai danni dell’Amministrazione penitenziaria “formando nella qualità di medico” del Servizio sanitario nazionale o in attività alla Guardia medica “certificazioni falsamente attestanti lo stato di malattia” degli agenti, i quali avrebbero presentato “tali certificazioni alla Direzione dell’istituto penitenziario” inducendo in errore l’amministrazione penitenziaria “sulla legittima assenza per malattia, in tal modo procurandosi l’ingiusto profitto pari alla retribuzione indebitamente percepita per il periodo di tempo in cui” non erano al lavoro, con “conseguente danno per l’ente”. Nell’udienza di oggi la Procura di Perugia ha integrato le accuse con quella per il danno erariale eventualmente patito dall’Amministrazione penitenziaria.

In alcuni casi i certificati di malattia riportano il giorno in cui gli agenti avrebbero dovuto prestare servizio, ma si giocavano i quarti di Champions, poi la semifinale e la finale. In quell’anno, 2015, se la giocarono Barcellona e Juventus.

Per la Procura di Perugia gli indagati si sarebbero accordati per attestare “false certificazioni mediche” senza che il “paziente venisse sottoposto a visita medica”, facendo sì che il lavoratore si assentasse dal lavoro con una giustificazione medica fasulla. Documentazione medica che avrebbe attestato cervicalgia, cefalea, disturbi gastrointestinali e mal di testa.

Uno degli agenti imputati è accusato anche di falsità materiale commessa dal privato per “aver modificato nell’orario della prestazione sanitaria il certificato medico” rilasciato da un dottore, estraneo ai fatti in contestazione, per “giustificare la sua assenza dal proprio domicilio in occasione della visita fiscale”. Secondo l’accusa avrebbe alterato il certificato “facendo risultare che la prestazione medica aveva avuto luogo dalle ore 9.30 alle ore 12.30, mentre il certificato originario indicava che la predetta prestazione aveva avuto inizio alle ore 11.30”.

Gli imputati sono difesi dagli avvocati Daniela Paccoi, Francesco Falcinelli, Marco Bufalini, Luca Maori, Luca Valigi, Aldo Poggioni, Silvia Terradura, Antonio Aiello e Vincenzo Maccarone.

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