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Cronaca

False ricerche universitarie per ottenere lo sconto delle tasse: condannati a pagare 750mila euro

Per la Corte dei conti i progetti presentati non erano innovativi né originali e hanno provocato un danno erariale

Compensazioni di tasse per quasi 1 milione di euro grazie ai progetti di ricerca universitaria. È quanto avrebbero indebitamente sottratto all’erario, secondo la Procura contabile dell’Umbria, sette persone e 3 società attraverso le sovvenzioni concesse alle piccole e medie imprese dal Ministero della ricerca e dell’università per coprire parte dei costi sostenuti per progetti di ricerca di carattere industriale, attraverso la cosiddetta “procedura automatica”, mediante il riconoscimento di corrispondenti crediti di imposta da utilizzare in compensazione dei tributi dovuti.

La Procura contabile contesta ai soggetti coinvolti, difesi dagli avvocati Francesco Crisi, Federica Pasero, Mario Rampini, Priscilla Squeo, Amedeo Centrone di avere usufruito di agevolazioni per un pari danno erariale di 990.286 euro attraverso il “carattere fittizio dell’attività di ricerca finanziata, che ha dato luogo ad operazioni ritenute oggettivamente inesistenti anche sotto il profilo fiscale”.

Una ricostruzione che ha trovato accoglimento nei giudici contabili, i quali hanno escluso l’innovatività di quasi tutti i progetti di ricerca (tranne uno) e la creazione di un carosello di società “concatenate” attraverso le quali creare documenti fiscali utili alla richiesta di detrazioni e compensazioni delle tasse.

I giudici contabili hanno solo ricalcolato il danno erariale, quantificandolo in 755.358 euro da pagare all’Agenzia delle entrate.

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