Falciata sulle strisce pedonali, automobilista condannato per omicidio colposo

La donna era stata investita a San Venanzo nel 2012. Sette anni di processo per vedere riconosciuto il danno da lutto a favore dei familiari

Giuseppa Giorgini venne investita sulle strisce pedonali il 7 dicembre 2012, nel centro cittadino di Marsciano, davanti al vecchio ospedale. Dopo sette anni il conducente dell’auto è stato condannato e l’assicurazione dovrà risarcire i figli della donna, costituti parte civile tramite l’avvocato Gianmarco Cesari.

La donna era stata investita da un’auto e ricoverata con un trauma cranico e fratture al piede e altre lesioni. Era morta in ospedale dopo sei giorni.

L’automobilista era finito sotto processo per omicidio colposo “perché per colpa consistita in imprudenza, imperizia, negligenza e violazione del codice della strada”, è scritto nel capo di accusa “alla guida della sua vettura percorrendo via Fratelli Ceci in direzione San Venanzo, nel centro abitato, guidando con patente scaduta, non si avvedeva della presenza sulle strisce pedonali di una donna e la investiva, cagionandole lesioni alla testa che ne provocavano il decesso”. L’imputato è difeso da Teresa Scoppa e Valentino Viali.

Il processo che ne è seguito ha visto alternarsi cinque consulenti tecnici per ricostruire la dinamica del sinistro mortale, tre medici legali per la biomeccanica dell’investimento e le cause della morte, una psichiatra ed una psicologa per il danno dei superstiti, ai quali è stato riconosciuto un “disturbo da lutto persistente complicato”.

Il giudice Matteo Cavedoni ha condannato l’uomo ad un anno di reclusione, con patente sospesa, e l’assicurazione a risarcire i familiari.

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“Un processo con un grande sforzo difensivo che poteva essere evitato con la ammissione di responsabilità ed un gesto di concreto ravvedimento operoso nei confronti delle vittime. Ho vissuto con i miei difesi ed assistiti tutte le udienze e la discussione con tutta la passione di cui sono stato capace. Abbiamo dato giustizia ad una mamma ed una nonna che non meritava di morire per strada” scrive su Facebook l’avvocato Gianmarco Cesari che rappresentava i tre figli superstiti della vittima e l’Associazione italiana familiari e vittime della strada.

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