Soldi in nero dagli ambulanti, cadono le accuse per gli ex vertici Cosap: tutti 'assolti'

Sentenza di non luogo a procedere per gli ex vertici del Consorzio Cosap 99 finiti nella bufera per presunta associazione a delinquere finalizzata all'appropriazione indebita

Non luogo a procedere per gli ex vertici del Consorzio Cosap 99, finiti sotto inchiesta per presunta associazione per delinquere finalizzata all’appropriazione indebita. Il giudice per l’udienza preliminare Lidia Brutti ha stabilito che non sarà necessario alcun vaglio dibattimentale per: Massimiliano Baccari (ex presidente comitato direttivo Cosap 99), Mario Lillocci (vice presidente), Leonardo Rosignoli segretario del comitato direttivo), Valter Agostinelli (cassiere) e Lanfranco Proietti (consigliere). Cade l’accusa di associazione "perchè il fatto non sussite"; mentre per gli episodi contestati di appropriazione indebita emessa sentenza di non luogo a procedere per difetto di querela.

La bufera sui (ormai ex) vertici del Consorzio Cosap 99 scoppiò nel settembre del 2016 quando le Fiamme Gialle bussarono alle porte del presidente, del vice, del segretario, del consigliere e del cassiere del comitato direttivo, dando esecuzione di un’ ordinanza di misura cautelare emessa dal gip del tribunale di Perugia.

Per tutti l’accusa era di associazione a delinquere finalizzata all’appropriazione indebita per essersi intascati, in nero, le quote di partecipazione degli ambulanti presenti nelle varie mostre mercato e fiere della regione. L’ipotesi di reato contestata, oltre agli arresti domiciliari, portò i cinque indagati a dimettersi dalle cariche.

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Tesi questa, sempre respinta con forza dal pool difensivo. L’avvocato Nicola Cittadini, codifensore insieme a Franco Bizzarri di Lillocci, già vice presidente del Consorzio e di Rosignoli, dichiara: “Esprimo grande soddisfazione per il riconoscimento delle tesi difensive che acclara la correttezza dell’operato degli assistiti nel loro pregresso ruolo direttivo ed operativo in Cosap e Fiev”. L’ex presidente Baccari è stato difeso dagli avvocati Fernando Mucci e Franco Bizzarri, Agostinelli e Proietti dagli avvocati Massimiliano Romagnoli e Paola Marchionni.

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