Cronaca

Ferrovia Umbra, si torna in treno da Perugia fino a Città di Castello: il primo passo di tre...

Ma questo è un solo un piccolo primo passo. La rete è composta da tre tronconi per altrettanti lavori da consegnare entro due anni...

La seconda vita, si spera, dell'ex Ferrovia Centrale dell'Umbria riparte lungo l'asse Altotevere-Perugia. Non proprio ancora Perugia centro (Perugia Sant'Anna). Ma i pendolari, dopo un lungo periodo di gomma al posto della rotaia, potranno sbarcare alla stazione di Ponte San Giovanni e da lì prendere altri mezzi pubblici per raggiungere la propria scuola o meta lavorativa. Il viaggio è stato inaugurato dalla presidente Marini che, con questo gesto, si è ripresa i 52 km del tratto Città di Castello-Ponte San Giovanni, a seguito dei lavori di rifacimento dell’armamento e di ripristino di alcuni impianti tecnologici effettuati da Rete Ferroviaria Italiana. Ma questo è un solo un piccolo primo passo. La rete è composta da tre tronconi per altrettanti lavori: il primo quello terminato e qui descritto, il secondo Ponte
San Giovanni – Perugia S.Anna e l'ultimo tratto da Ponte San Giovanni fino a Terni. Lavori in corso dunque, ma con la sicurezza che saranno portati a buon fine e sulla rotaia umbra torneranno a circolare treni più veloci, più sicuri e più moderni. 

“La scelta strategica della Regione - ha affermato la presidente Marini – non solo darà sicurezza e qualità ad un tracciato storico dell’Umbria, ma vuole anche rispondere alle nuove e più complessive esigenze della nostra economia. Quello di cui ci stiamo occupando è un investimento stimato in circa 150 milioni di euro, 63 dei quali sono stati destinati alla tratta che abbiamo ripreso oggi. Gli altri due grandi interventi riguardano il tratto Ponte San Giovanni – Perugia S.Anna ed il tratto da Ponte San Giovanni fino a Terni. Quest’ultimo, nello scorso mese di aprile, è stato dichiarato di interesse nazionale e, sulla scorta di tale importante provvedimento, i lavori verranno eseguiti direttamente da RFI s.p.a. nell’ambito della prevista revisione del Contratto di Programma tra RFI e Ministero". 

La seconda vita ex Fcu vuol essere anche all'insegna della sostenibilità ambientale che strizza l'occhio anche ai turisti e non più solo ai pendolari e studenti della nostra regione. "Un grande investimento insomma - ha ribadito la Marini - che è strategico se viene visto ed utilizzato non soltanto per dare risposte ai viaggiatori “storici” e cioè pendolari, studenti e lavoratori, ma anche per mettere in campo potenzialità diverse, quali ad esempio quelle turistiche, della mobilità urbana, dei collegamenti tra le varie città dell’Umbria ed infine, perché questo è il nostro obiettivo finale, quello di collegare al meglio Perugia e l’alta Umbria con Roma. E questo si potrà fare quando la rete regionale sarà interconnessa con la rete nazionale di RFI”. Appuntamento ai primi mesi del 2020 per il fine lavori. 
 

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