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La professionista "furbetta" accusata di aver truffato il cliente: ex avvocato alla sbarra

L'imputata è stata rinviata a giudizio. E' accusata di truffa, falsità in scrittura privata, falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, patrocinio infedele

E' stata rinviata a giudizio questa mattina dal gip Giangamboni, un'ex avvocatessa finita alla sbarra con l'accusa, tra gli altri, di truffa, falsità in scrittura privata, falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, patrocinio infedele. Per l'imputata il processo inizierà il 25 settembre del 2019. 

Secondo l'accusa, l'imputata (difesa dall'avvocato Luca Gentili)  dopo aver ricevuto dal suo cliente (oggi parte civile nel processo con ll'avvocato Delfo Berretti) alcune somme di denaro per il pagamento dei contributi unificati per iscrizioni a ruolo di domande giudiziali (un contenzioso con un'azienda), avrebbe prima contraffatto due modelli F23 attestanti apparrenti versamenti, inducendo il errore l'ufficio giudiziario e procurandosi un ingiusto profitto pari all'ammontare della somma non versata (circa 1500 euro).

Ancora secondo le carte della procura la donna avrebbe falsificato gli attestati di versamento rilasciato dagli istituti di credito delegati per la riscossione delle imposte erariali (quindi atti pubblici). "Rendendosi infedele sui suoi doveri professionali, avrebbe formato un falso ricorso e decreto ingiuntivo del tribunale di Perugia, una falsa comunicazione all'Impdad che potesse attestare la regolarità del pignoramento e dei pagamenti nell'interesse del suo assistito e una falsa missiva di un avvocato, tutti relativi al procedimento per il recupero credito vantato dal cliete nei confronti di un altro soggetto. L'uomo le avrebbe anche corrisposto una cifra di oltre 1.500 euro per il pagamento di un contributo unificato, mai effettuato.

Ma non finisce qui perchè-sempre secondo l'accusa-oltre ad aver esibito atti falsi al suo assistito "rappresentativi del suo corretto operato in esecuzione del mandato- si legge nel capo d'imputazione- avrebbe indotto in errore lo stesso patrocinato sull'apparente onestà delle intenzioni e sul corretto adempimento del mandato" facendosi corrispondere somme di denaro. Ora la donna dovrà affrontare un processo e saranno i giudici a stabilire o meno la sua colpevolezza. 

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