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Arrestata per evasione, disposta una perizia per la giovane accusata della rissa sulle scalette del duomo

La ragazza si era allontanata da casa, la madre l'aveva cercata anche tramite "Chi l'ha visto?". Una breve vita passata tra carcere e trattamenti sanitari obbligatori

Ventuno anni di età, otto ricoveri nei reparti di salute mentale, di cui quattro con trattamento sanitario obbligatorio, una quindicina di denunce penali per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, furto e rapina e nove sanzioni amministrative per violazione delle norme sugli spostamenti durante l’emergenza sanitaria. Di lei si è occupata anche la trasmissione televisiva “Chi l’ha visto?” in quanto fugge di casa per lunghi periodo, quando non è detenuta o ricoverata, per poi ricomparire.

La ragazza si era allontanata da casa da oltre venti giorni. La madre la cercava e si era rivolta anche a “Chi l’ha visto”. Non era la prima volta che scappava, anche perché a a 21 anni non doveva rendere conto a nessuno. La madre è sempre preoccupata perché, secondo lei, non sta bene. La cartella clinica lo dimostra.

Nei venti giorni di sparizione era stata fermata per i controlli anti Covid19 a Roma, a Viterbo e, il 2 giugno, infine, arrestata a Perugia per una lite con una ragazza sulle scalette del duomo e poi per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. La giovane, 21 anni M. Y. originaria di Terni, aveva iniziato una lite con una ragazza perché l’aveva guardata male e con insistenza. All’arrivo della polizia la 21enne aveva iniziato ad inveire contro i poliziotti, rifiutando di farsi identificare per poi colpire un poliziotto e sferrando calci, pugni contro gli altri agenti e sputando loro addosso.

Il giudice Giuseppe Narducci, aveva convalidato l’arresto e mandato la ragazza ai domiciliari a Terni. Il questore aveva disposto il foglio di via da Perugia con divieto di ritorno per tre anni. Il giorno dopo, a Terni, la giovane era evasa dall’abitazione, fermata e arrestata. Ora si trova a Capanne, in una condizioni psicologica precaria.

L’avvocato Andrea Bellachioma aveva chiesto di sottoporre ad una perizia che comprovasse la mancanza di capacità di intendere e volere della ragazza in quanto affetta da disturbo della personalità antisociale. Dopo l’ennesima fuga e l’arresto, nel corso della direttissima del 23 giugno, il giudice del Tribunale di Terni Bianca Maria Bertan, ha disposto lo svolgimento di una perizia psichiatrica sulla giovane, che la momento rimane in carcere a Capanne.

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