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Alla prima occasione evade dal carcere: scappa con la scusa di andare in bagno

Detenuto 50enne scappa durante il suo primo giorno di lavoro in una Cooperativa sociale: "Tecnicamente si tratta di evasione. Avrà ripercussioni se non si costituisce al più presto"

Detenuto evade dal carcere. Era al suo primo giorno di lavoro all'esterno di una Cooperativa sociale e avrebbe dovuto essere impiegato nella pulizia e nel falcio dell'erba di una zona cittadina, ma l'uomo, un detenuto del carcere di Terni, ha fatto perdere le proprie tracce. "Tecnicamente si tratta di evasione, e questo non può che avere per lui gravi ripercussioni se non si costituisce al più presto", spiega Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo della Polizia Penitenziaria (Sappe). 

L'uomo, da quanto si apprende, è un detenuto di origini siciliane di 54 anni, in carcere a Terni per reati di varia natura tra i quali rapina ed estorsione, con fine pena prevista nel 2018. Era stato ammesso in regime di lavoro esterno perchè aveva dato la disponibilità a prestare la sua opera di volontariato ad una cooperativa sociale.

Il segretario nazionale Sappe dell'Umbria, Fabrizio Bonino, aggiunge: "Oggi era il suo primo giorno fuori dal carcere per un periodo fino al 26 luglio. Accompagnato da un volontario della Cooperativa, avrebbe dovuto lavorare dalle dalle 7.15 alle 12.30. Ora questa in cui doveva tornare in cella. Ma verso le 11.30 con la scusa di andare in bagno, si è allontanato ed ha fatto perdere le tracce. Inspiegabilmente non si capisce il motivo per cui, dovendo stare solamente poche ore fuori dal carcere, era stato autorizzato a munirsi di 50 euro, soldi questi utilizzati per scappare". 

"Un evento irresponsabile e gravissimo - sottolinea Donato Capece - per il quale sono già in corso le operazioni di polizia dei nostri Agenti della Penitenziaria finalizzate a catturare l'evaso". E ancora: "Servirebbe un potenziamento dell'impiego di personale di Polizia Pentenziaria nell'ambito dell'area penale esterna. Fondamentale, inoltre, potenziare i presidi di polizia del territorio per farsi carico dei controlli sull'esecuzione delle misure alternative alla detenzione. Servono nuove assunzioni e più risorse".

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